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Ri-produrre la vita: l'infertilità femminile al tempo delle Nuove Tecnologie Riproduttive

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Anteprima della tesi: Ri-produrre la vita: l'infertilità femminile al tempo delle Nuove Tecnologie Riproduttive, Pagina 4
7 
 
CAPITOLO I 
Percezione e definizione dell’infertilità tra corpi e medicina  
 
1.1 Infertilità e sterilità: come e attraverso cosa le conosciamo 
Verso la metà degli anni Novanta, l’antropologa francese Françoise Héritier dava 
un’autonomia senza precedenti alla narrazione dell’infertilità femminile, astraendola dalla 
conoscenza scientifica e dall’ordine morale e inscrivendola alla pratica sociale. Con questo 
non intendeva che le sue rappresentazioni non si fondino su esperienze concrete, ma che la 
conoscenza precisa dei meccanismi fisiologici arrivata solo in tempi recenti è marginale nella 
messa in pratica delle norme di condotta sociali che ad essa si riferiscono, le quali nell’ottica 
strutturalista della studiosa presentano ovunque dei caratteri ricorrenti (Héritier 1997: 59).  A 
mio avviso è utile partire da questa riflessione per comprendere in che modo si è costruita 
negli ultimi anni la narrazione dell’infertilità femminile. 
La grande tematica della riproduzione umana è considerata dagli antropologi un punto 
d’accesso fondamentale e privilegiato per indagare molteplici sistemi di senso locali e globali 
(dalla politica al diritto, fino alle istituzioni sociali) grazie alla sua natura di dato biologico 
ma allo stesso tempo di fenomeno culturale costruito e quindi variabile geograficamente e 
cronologicamente
1
. A questo proposito è fondamentale notare come la questione 
dell’infertilità femminile, pur collocandosi all’interno del macro-argomento della 
riproduzione, presenti invece una relativa omogeneità globale nella sua percezione sociale e 
personale. È evidente infatti che ovunque questa condizione porta con sé una serie di 
problematiche che variano dalla frustrazione, all’esclusione sociale, al lutto, fino ad arrivare 
al pericolo di vita del soggetto stesso a causa di pratiche mediche (Inhorn, Van Balen 2002: 
7). Sebbene Héritier abbia quindi giustamente evidenziato il ruolo predominante delle 
pratiche sociali, a maggior ragione per il loro carattere comune, ha a mio avviso sottovalutato 
l’importanza del discorso medico sull’infertilità femminile, che oggi rappresenta la modalità 
principale attraverso cui noi conosciamo e costruiamo questa tematica. Si potrebbe quindi 
affermare che negli ultimi vent’anni la conoscenza biomedica dei processi riproduttivi si sia 
ormai profondamente legata alle pratiche sociali, tanto da diventarne il fondamento stesso, 
arrivando in molti casi ad allacciarsi a tradizioni popolari e a medicine tradizionali.  
                                                 
1
 A questo proposito vedere The Politics of Reproduction, Ginsburg, Rapp, 1991.

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Maria Carollo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Studi Umanistici
  Corso: Antropologia, Religioni, Civiltà Orientali
  Relatore: Ivo Quaranta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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Parole chiave

antropologia
infertilità
riproduzione
sterilità
salute riproduttiva
antropologia medica
infertilità femminile
nuove tecnologie riproduttive
nrt

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