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Ri-produrre la vita: l'infertilità femminile al tempo delle Nuove Tecnologie Riproduttive

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8 A questo proposito è interessante notare come la definizione stessa di infertilità sia nata solo relativamente di recente in seno alla biomedicina, e come subisca continue rinegoziazioni da parte degli attori sociali coinvolti, dai medici alle donne stesse. 1.1.1 Problematicità della definizione, delle definizioni La definizione di un concetto non è mai data a prescindere, ma è sempre costruita culturalmente dagli attori sociali. Per questo motivo essa tende a riflettere le esigenze di un determinato contesto sociale e a soddisfare uno specifico obiettivo. Nel caso dell’infertilità la questione di una definizione propria ed unica appare particolarmente complicata in quanto le categorie e gli interessi che, idealmente, dovrebbero convergere hanno natura estremamente diversa tra loro e variano dalla sfera della sensibilità personale a quella pubblica (medica, indagine demografica, etc). Cercheremo qui di definire brevemente quali sono le definizioni di infertilità che vengono maggiormente adottate e in che contesti, oltre che evidenziarne le criticità. La definizione che si presenta oggi come quella più riconosciuta è quella prettamente clinica della WHO (World Health Organization) che recita: “Infertility is a disease of the reproductive system defined by the failure to achieve a clinical pregnancy after 12 months or more of regular unprotected sexual intercourse” 2 Questa descrizione è frutto di una collaborazione tra WHO, ICMART (International Committee for Monitoring Assisted Reproductive Technologies) e altri partner che nel 2009 si sono impegnati per ridefinire il glossario delle definizioni riguardanti l’infertilità e le cure mediche che ad essa si riferiscono. La prima cosa che si può notare è che subito l’infertilità viene definita come una malattia. Questo ci riporta al discorso fatto in precedenza: se la definizione più riconosciuta in assoluto dai singoli e dalle più svariate associazioni che si interessano del problema, oltre che la prima che si presenta con una semplice ricerca su internet o su un’enciclopedia, è una definizione clinica e presenta l’infertilità come malattia, allora significa che il discorso biomedico ha una prerogativa nel pensiero collettivo attuale. Non si può però dire che questa frase sia priva di complicazioni. A questo proposito la studiosa Marcia Inhorn, i cui studi riguardano il tema dell’infertilità in società non occidentali, sottolinea che questa definizione ha poco a che fare con l’effettiva esperienza degli individui 2 Trad. “L’infertilità è una malattia dell’apparato riproduttivo determinata dal fallimento del raggiungimento di una gravidanza clinica dopo 12 mesi o più di regolari rapporti sessuali non protetti”. Fonte: https://www.who.int/reproductivehealth/topics/infertility/definitions/en/ consultato in data 01.05.2019.
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Ri-produrre la vita: l'infertilità femminile al tempo delle Nuove Tecnologie Riproduttive

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Informazioni tesi

  Autore: Alice Maria Carollo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Studi Umanistici
  Corso: Antropologia, Religioni, Civiltà Orientali
  Relatore: Ivo Quaranta
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 45

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Parole chiave

antropologia
infertilità
riproduzione
sterilità
salute riproduttiva
antropologia medica
infertilità femminile
nuove tecnologie riproduttive
nrt

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