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Riqualificazione sostenibile e partecipata delle periferie: nuove proposte processuali e progettuali nelle teorie di C. Alexander ed applicazione al caso studio Quartaccio, Roma

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Anteprima della tesi: Riqualificazione sostenibile e partecipata delle periferie: nuove proposte processuali e progettuali nelle teorie di C. Alexander ed applicazione al caso studio Quartaccio, Roma, Pagina 14
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indagini “fotografiche” di una situazione locale e relative ad un certo preciso momento, 
anche se effettuate non solo a livello fisico ma anche socioculturale ed economico.  
E’ invece più simile alla diagnosi effettuata attraverso i pattern che Alexander propone e 
descrive accuratamente in “The Oregon Experiment”, nel 1977: la comprensione del 
territorio attraverso la contemporanea individuazione di problema e possibile soluzione.  
 
La diversità tra la diagnosi alexanderiana (sebbene qui effettuata attraverso i centri e non 
più i pattern, seguendo l’evoluzione di pensiero dello stesso autore) e l’analisi tradizionale 
è insita infatti nell’essere la prima non solo un momento di comprensione del contesto (la 
wholeness locale), ma anche “un momento di costruzione, da parte di progettisti e/o 
abitanti, di una struttura concettuale del luogo, un quadro di riferimento che, oltre alle 
problematicità, presenta o rileva un sistema di interazioni sia tra attori che tra attività 
svolte o da svolgere nelle parti dello spazio (i pattern operanti o meno)” 
3
. Interazioni che 
lasciano intravedere con più semplicità ed appropriatezza le soluzioni adatte al contesto. 
 
La diagnosi-visione qui proposta rappresenta quindi un repertorio di centri, una sorta di 
“codice locale verbale”, che rallenta e rimanda il progetto inteso come visualizzazione in 
un disegno (operazione che se fatta troppo presto secondo l’autore spesso “cristallizza” le 
diverse alternative progettuali in una forma fisica che può anche non essere la più 
adatta), e consente di concentrarsi sul progetto mentale, quindi di chiarirsi 
profondamente le idee in merito, definendo un accurato elenco verbale di attività, 
funzioni, luoghi importanti, spazi di qualità, dettagli, particolari: i centri generali, appunto.  
 
L’elenco di centri è un documento continuamente e semplicemente aggiornabile, che 
presuppone quindi un lavoro di tipo ciclico ed incrementale. A proposito del processo di 
continuo miglioramento dell’elenco Alexander aggiunge: “Il punto essenziale sta nel 
trovare – o creare – un insieme di centri che, assieme, generino un oggetto completo e 
coerente del tipo che desideriamo. Continueremo a verificare il nostro elenco 
rudimentale per vedere quale tipo di ‘tutto’ questo elenco di centri potrebbe generare. 
Quindi useremo l’intuizione e l’emozione per valutare le carenze nel ‘tutto’ che si è venuto 
a determinare, per capire quali altri centri sarà necessario realizzare” 
4
. 
 
 
IL SUPPORTO DELLA PARTECIPAZIONE 
La partecipazione degli attori locali in questa fase del lavoro è stata fondamentale, 
anche se spesso è avvenuta in forma indiretta: i singoli centri scaturiscono infatti, nella 
grande maggioranza, dalle necessità, dalle idee e dai desiderata espressi da abitanti ed 
associazioni locali negli avvenuti incontri partecipativi, formali e non; in piccola parte 
invece integrano intenzionalmente alcuni moderni principi della sostenibilità
5
, principi 
ancora poco conosciuti per poter già fare parte di una visione comune locale.  
Anche secondo Alexander è questa la fase in cui il coinvolgimento degli attori locali è 
indispensabile e dà i migliori risultati, e cioè nella creazione dell’elenco di centri generali 
locali, come espressione della vitalità e peculiarità locale. La fase di definizione del 
progetto invece, col supporto e l’applicazione di unfolding ed APL, è più adatta all’opera 
dei professionisti, secondo la dicotomia già espressa
6
 tra i concetti di “centro” e “pattern” 
nei processi di partecipazione. 
                                                     
3
 F. Mecarelli nella tesi di dottorato “Estensione di A Pattern Language, di Christopher Alexander, ai modelli 
bioclimatici: l’applicazione ad un caso di studio romano”, p. 18. 
4
 Alexander, The Nature of Order, vol. I, p. 363. Traduzione di A. Giangrande. 
5
 Si rimanda al significato attribuito da Alexander alla parola “sostenibilità” (crf “Il concetto di sostenibilità 
secondo Alexander”, p. 44), qui utilizzata invece nel significato più comune. 
6
 Cfr “Il principio della partecipazione per Alexander”, p. 39. 
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Informazioni tesi

  Autore: Milena De Matteis
  Tipo: Tesi di Dottorato
Dottorato in Progetto Urbano Sostenibile
Anno: 2007
Docente/Relatore: Alessandro Giangrande
Istituito da: Università degli Studi Roma Tre
Dipartimento: Dipartimento di Progettazione e Studio dell'Archit
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

FAQ

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Parole chiave

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spazi aperti
sperimentazione procedurale
the nature of order
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