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Sperimentare l'autoetnografia a teatro. Un percorso di ricerca qualitativa con i Cantieri Meticci a Bologna

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circolare. Qui per la prima volta si negò ufficialmente la correlazione tra la differenza 
fenotipica nelle razze umane e la differenza nelle caratteristiche psicologiche, intellettive 
e comportamentali.   
Possiamo quindi dire che da un lato, a livello teorico, dopo gli orrori della Seconda Guerra 
Mondiale, l’idea di razza viene essenzialmente “bandita” e relegata ad autentico mito 
sociale che ha prodotto un'enorme quantità di danni umani; dall’altro continuiamo però 
ad assistere quotidianamente a episodi di xenofobia e razzismo, nonché campagne 
pubblicitarie e politiche che, attraverso l’uso di un linguaggio particolarmente violento, 
incitano all’odio razziale diffondendo intolleranza e disprezzo sempre meno mal celato 
verso persone provenienti dai paesi più poveri del mondo. Nell’attualità una delle prime 
cose che si notano riguardo al problema del razzismo è che viene associato 
immediatamente all'immigrazione, come se il razzismo fosse una conseguenza del flusso 
di immigrati che ha investito l'Italia, e l'Europa, negli ultimi decenni. Questa consolidata 
correlazione avviene quasi come un automatismo che va da un lato ad indebolire la 
memoria storica del passato coloniale, e contemporaneamente permette di “giustificare” 
questi episodi di discriminazione razziale in quanto “l’Altro” mina la tanto agognata 
sicurezza della fortezza Europa ed è portatore di una “diversità” inconciliabile con i valori 
occidentali, considerati l’apice dello sviluppo moderno. Per comprendere come ancora 
oggi il razzismo sia parte della strutturazione della percezione e perno identitario è 
importante svelare il processo di mistificazione del colonialismo per poter riscoprire che 
le radici del fenomeno del razzismo sono antiche e profonde.  
Prima di tutto è importante sottolineare che le teorie razziste sopraindicate non sono prive 
di contesto storico-culturale: tra il XVIII e il XIX si impone, infatti, il nazionalismo, 
definito dagli storici e politologi come un principio politico che sostiene che l’unità 
nazionale e l’unità politica dovrebbero essere perfettamente coincidenti. Il passaggio allo 
Stato-nazione necessitava quindi di alcune condizioni preliminari come il consenso verso 
un’unità politicamente centralizzata e un clima morale politico omogeneo. Premesse che 
non erano affatto soddisfatte in quegli anni, ma che trovarono forti alleati: le teorie 
razziste e il capitalismo industriale che si stavano diffondendo. Infatti come sostiene 
Balibar (1992) il razzismo costituisce un supplemento interno al nazionalismo (Mezzadra, 
2008) e i due fenomeni si sono alimentati a vicenda in quanto la costruzione dell’idea di 
nazione necessita un continuo rimando ad un popolo nazionale che deve sentirsi tale e

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Informazioni tesi

  Autore: Matilde Valenti
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia applicata (FSPPA)
  Corso: Culture, formazione e società globale
  Relatore: Annalisa Frisina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 100

FAQ

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Parole chiave

migrazioni
ricerca sociale
razzismo
spazio pubblico
inclusione sociale
arti performative
studi postcoloniali
autoetnografia

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