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Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento

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Anteprima della tesi: Storie figurate. Relazioni icono-testuali nel libro veneziano del Cinquecento, Pagina 11
papa, e leggiamo inoltre che alcuni dei trionfi erano usati come emblemi dal doge ben prima del 
1177; così sarebbe precedente anche il rito dello sposalizio, che risalirebbe al 998, anno in cui il 
vescovo benedì le acque prima della partenza della flotta del doge Pietro II Orseolo per la 
Dalmazia, nel giorno dell’Ascensione. È a partire da questa spedizione che lo stendardo di San 
Marco accompagna la flotta veneziana nelle sue imprese . 
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Nella grande incisione di Matteo Pagan «stampador in Frizzeria all’insegna della Fede», impressa 
tra il 1556 e il 1559 (Fig. 11), vediamo il Serenissimo uscire da Palazzo Ducale per “andar in 
trionfo”. Accompagnato da sei Consiglieri ducali, dai capi della Quarantia, dal Consiglio dei Dieci, 
dagli Avogadori, dai Procuratori di San Marco e dai Savi del Consiglio, come stabilito dalla legge 
nel 1327, e accerchiato dal popolo plaudente, è circondato dagli emblemi del suo potere. Aprono il 
corteo otto vessilli col leone marciano, portati dai Commendatori, di colori diversi: due bianchi, due 
rossi, due turchini e due color ametista. Se bianco e rosso rappresentano rispettivamente pace e 
guerra, gli altri colori, così quelli delle vesti dei commendatori, sono passibili di variazioni in 
speciali situazioni politiche: nel periodo di Cambrai sono posti in testa i vessilli color vermiglio, a 
dichiarare che Venezia è in guerra con quasi l’intera Europa. Seguono i vessilli le trombe, sempre 
più grandi e numerose; sfilano poi il Patriarca di Castello e un chierico che porta il cero; il 
cappellano ducale e il cancelliere grande, due scudieri che portano sulle spalle uno la sedia del 
doge, simbolo di fermezza e dignità,  l'altro il cuscino cremisi, che simboleggia il meritato riposo 
dopo il duro lavoro per il bene dello Stato. L’ombrella dorata ed ornata con l’immagine 
dell’Annunciata ed il bastone sono segni di onore, sotto l’ombrello appare il doge con il manto 
d’oro orlato d'ermellino, poi un patrizio che reca la spada, chinata dinanzi a San Marco come 
reverenza al corpo del santo .   
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La testimonianza di Bonincontro intende rilanciare l’importanza di questi simboli in una nuova 
veste politica. Vediamo come lo stesso messaggio venga sottolineato da alcune immagini, poste nei 
luoghi simbolo del potere della Serenissima: nel 1360 l’argomento sarà ampliato con un nuovo ciclo 
nella grande sala del consiglio in Palazzo Ducale; nei mosaici di San Marco l’aggiunta dei trionfi dà 
vita ad una potentissima metafora delle prerogative ducali e dell’equivalenza tra impero e papato: 
sopra le scene dipinte con le storie troviamo i ritratti dei dogi in successione. Questi simboli saranno 
pregnanti fino alla fine della Repubblica perché introiettati in ogni aspetto della vita civica, nei 
 Crouzet-Pavan 2001
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 https://www.conoscerevenezia.it/?p=47070
24
10
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Informazioni tesi

  Autore: Anna Schergna
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Beni culturali
  Corso: Arti Visive - Storia dell'Arte
  Relatore: Sonia Cavicchioli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 300

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