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Sulla “Terza Via” problemi di identificazione e definizione

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Anteprima della tesi: Sulla “Terza Via” problemi di identificazione e definizione, Pagina 3
4 
Alla vigilia della prima Guerra mondiale, si affermò come Terza Via la 
Socialdemocrazia. Il nuovo programma socialdemocratico rifiutava l‘idea della lotta di 
classe, della prospettiva di un crescente sfacelo del capitalismo e della dittatura del 
proletariato. Le riforme per la socialdemocrazia non erano più, dunque, come lo erano 
state per il socialismo democratico, un mezzo per preparare la lotta per il socialismo, ma 
un mezzo per raggiungere gli obiettivi di un regolamento statale dell‘economia di 
mercato, di una più equa distribuzione dei redditi, e di maggiori diritti politici. 
L‘espressione ―Terza Via‖ fu ripresa solo molti anni dopo, negli anni ‘70, da Enrico 
Berlinguer, segretario del Partito Comunista italiano: 
Noi consideriamo l‘esperienza storica del movimento socialista, 
nel suo complesso, nelle due fasi fondamentali: quella 
socialdemocratica e quella dei paesi dove il socalismo è stato 
avviato sotto la direzione di partiti comunisti nell‘est 
europeo…ma entrambe vanno superate criticamente con nuove 
formule, con nuove soluzioni, con quella, cioè, che noi 
chiamiamo la terza via
1
. 
Nella Terza Via ideata da Enrico Berlinguer e battezzata dal giornalista Barbieri 
Eurocomunismo (Giornale Nuovo, 25 giugno 1975) si riconoscevano, oltre al partito 
comunista italiano, anche quello francese e spagnolo. La Terza Via eurocomunista fu un 
punto di svolta teorico-politico, sia rispetto alle vie tradizionali della socialdemocrazia 
sia al modello sovietico, che assumeva, come momenti essenziali di una strategia volta 
ad affermare ideali di socialismo, il pluralismo, l‘alternanza al potere, la laicità dello 
stato, e tutte le libertà, sia personali che collettive, sia quelle frutto delle grandi 
rivoluzioni democratico- borghesi, sia quelle frutto delle grandi lotte popolari.  
Al XXV° Congresso P.C.U.S. a Mosca, il 27 febbraio 1976, Berlinguer ne definisce i 
principi fondamentali che ridefiniscono i rapporti tra partiti comunisti, improntati a 
spirito di amicizia e di solidarietà ma anche a un aperto e franco confronto delle diverse 
esperienze e posizioni e al riconoscimento e rispetto della piena indipendenza di 
ciascuno di essi, in quanto la costruzione di una società socialista deve essere: 
 ―Il momento più alto dello sviluppo di tutte le conquiste democratiche e deve garantire 
il rispetto di tutte le libertà individuali e collettive, delle libertà religiose e della libertà 
della cultura, delle arti e delle scienze.‖  
Oggi l‘espressione ―Terza Via‖ è di nuovo al centro del dibattito politico. 
                                                 
1
 (Dalla trascrizione della Tribuna politica andata in onda il 15 dicembre 1981 su Rai Uno)

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Sulla “Terza Via” problemi di identificazione e definizione

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Informazioni tesi

  Autore: Enrico Zini
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Pisa
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Fedele Ruggeri
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 241

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