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Sviluppo di catalizzatori ibridi organici-inorganici per reazioni di desolforazione ossidativa

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Anteprima della tesi: Sviluppo di catalizzatori ibridi organici-inorganici per reazioni di desolforazione ossidativa, Pagina 4
3 
 
Inoltre, gran parte dello zolfo si trova nella benzina proveniente dal cracking 
catalitico a letto fluido (FCC), la quale contiene circa 15-25% in peso di composti 
olefinici che contribuiscono in modo significativo all’aumento del numero di ottani. 
La saturazione delle olefine non solo riduce il numero di ottano della benzina, ma 
aumenta significativamente il consumo di idrogeno e la pressione parziale di 
idrogeno richiesta per raggiungere i limiti di zolfo residuo. 
[6]
 
Pertanto, sostanze come dibenzotiofene, 4 – metildibenzotiofene e 4,6-
dimetildibenzotiofene diventano l’obiettivo principale nella rimozione di solfuri 
inquinanti, quindi, per cercare di rientrare nelle rigorose specifiche in materia di 
zolfo è necessario combinare nuove opzioni di processo con il convenzionale 
processo HDS, in modo da arrivare ad una soluzione economicamente sostenibile ed 
efficiente. Tra i possibili trattamenti troviamo la desolforazione ossidativa microbica 
e la desolforazione chimica ossidativa. La desolforazione ossidativa microbica è 
progredita in modo significativo e ha le potenzialità per essere implementata su 
ampia scala, sebbene sia utilizzabile facilmente per combustibili solidi e sia limitata 
dal lento processo di biodegradazione. La base di quest’approccio è di convertire 
biocataliticamente i composti organici dello zolfo a solfossidi o solfoni 
corrispondenti. In Figura 1.2 è riportata la sequenza di reazioni promosse dagli 
enzimi desulfinasi contenuti nei batteri del ceppoo Rhodococcus.   
 
Figura 1.2: Percorso metabolico per la desolforazione del DBT. Il DBT è desolforato a HBP tramite due 
monossigenasi (DszC=DBT monooxygenase e DszA=DBT sulfone monooxygenase) e desulfinasi (DszB=2'-
idrossibifenil-2-sulfinato desulfinasi). Questo percorso richiede condizioni ossidative con l’aiuto della 
flavina mononucleotide ridotta (FMNH
2
).
 [7]
 
 
Un’interessante tecnologia alternativa per raggiungere le specifiche richieste è il 
processo di desolforazione ossidativa (ODS), chiamato anche ossidesolforazione. 
Composti di zolfo, essenzialmente quelli HDS-refrattari, come dibenzotiofeni,
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Informazioni tesi

  Autore: Francesca Caneva
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Chimica Industriale
  Relatore: Marcella Bonchio
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 78

FAQ

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Parole chiave

catalizzatori
acqua ossigenata
poliossometallati
tecniche di polimerizzazione
dibenzotiofene
desolforazione carburanti
cinetiche di ossidazione
indice di rigonfiamento
solfuri aromatici
reazioni bifasiche

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