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Telerilevamento applicato al monitoraggio dei danni di origine atmosferica e confronto con perizie assicurative: il caso studio lombardo

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Anteprima della tesi: Telerilevamento applicato al monitoraggio dei danni di origine atmosferica e confronto con perizie assicurative: il caso studio lombardo, Pagina 10
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danneggiamento dello stocco e la seconda dalla rottura dello stocco in un 
qualunque punto (Minami e Ujihara, 1991). Alcuni effetti meccanici diretti del 
vento includono movimenti delle piante come risultato sia della turbolenza sia 
della resistenza delle piante al vento; lo sradicamento delle piante quando la 
forza del vento supera la resistenza degli steli o della radice e il danno fisico 
alle foglie causato da lacerazione, strappo e abrasione (Cleugh, 1998). Le 
piante rispondono in vari modi a questi effetti meccanici: la risposta principale 
è un cambiamento nel tasso di crescita e ciò può avvenire per l’intera pianta o 
solo per alcune parti di essa; altri effetti includono una modificazione nella 
morfologia e una diminuzione delle rese in granella.  
L’erosione di particelle di terreno dovuta al vento è possibile anche prima che 
la coltura si sia stabilita e i semi seminati possono essere fisicamente spazzati 
via dal suolo (Kort, 1988). Forti venti possono portare addirittura al 
seppellimento di nuove colture per quanto frequentemente vengano strappate 
le giovani piantine dal terreno oppure esposte parzialmente le loro radici 
(Komlev, 1960; Woodruff and Lyles, 1972), ma tale fenomeno non è tipico dei 
climi italiani, se non per piccoli comprensori. Una canopy (ovvero la parte della 
vegetazione superiore al terreno) che non copre completamente il suolo 
permette alle particelle del terreno di essere mobilizzate e sollevate dalla forza 
di taglio del vento sulla superficie del suolo. Queste particelle trasportate dal 
vento possono causare abrasione, finendo per danneggiano le piante. Quando 
le piante raggiungono uno stadio più maturo, i movimenti indotti dal vento 
possono far strofinare le foglie, continuando il processo di abrasione. Man mano 
che la coltura diventa più alta ed il baricentro delle piante si sposta, la forza 
del vento può causare facilmente dei danni, rompendo gli steli o causando il 
collasso delle piante sul terreno. Le colture cadute, si ribadisce, sono difficili 
da raccogliere e il loro recupero potrebbe non essere economico (Kort, 1988). 
L’insieme di questi problemi (grandine e vento forte) è un punto critico per la 
gestione della coltura maidicola e del rischio della produzione ad essa associata 
e si rende necessario il suo monitoraggio.
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Informazioni tesi

  Autore: Fabio Inverardi
  Tipo: Laurea II ciclo (magistrale o specialistica)
  Anno: 2019-20
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Agraria
  Corso: Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali
  Relatore: Marco Acutis
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 147

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