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Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme

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Anteprima della tesi: Un nuovo strumento per la pianificazione in Lombardia - La perequazione a Darfo Boario Terme, Pagina 7
E’ importante sottolineare che la L.1150/1942 attribuisce al Comune la facoltà di 
espropriare le aree di cui necessita per promuovere una buona attuazione del piano, 
determinando l’indennità di esproprio in base ai valori di mercato, indennità che deve 
essere corrisposta al momento dell’esproprio e non quando si appone il vincolo. 
 
Non tutti i Comuni erano obbligati a redigere il PRG, ma solo quelli compresi in un 
apposito elenco; per gli altri era previsto un altro strumento, il programma di 
fabbricazione. 
E’ stata poi prevista la nascita di piani territoriali di coordinamento e di piani urbanistici 
intercomunali, per coordinare la pianificazione tra comuni confinanti ed evitare i contrasti. 
 
Una grossa occasione di ripianificazione e riqualificazione delle città l’Italia l’ha persa 
dopo il periodo bellico e, soprattutto, nel periodo della ricostruzione post-bellica. Invece di 
approfittare, come fecero molte altre nazioni europee, e di vedere la ricostruzione come 
un’occasione per migliorare le città, per creare le condizioni più favorevoli alle nuove 
esigenze e per rimediare alle “brutture” che la rivoluzione industriale aveva portato con sé, 
si pensò solamente a costruire, costruire tanto e costruire in fretta. 
Con la scusa dell’emergenza venne accantonata la Legge Urbanistica perché considerata 
troppo complessa e poco adatta alle urgenti esigenze del periodo post-bellico. 
L’elenco dei Comuni obbligati a redigere il PRG fu predisposto solo nel 1954, e anche 
dopo questa data molti Comuni non si dotarono né di PRG né di programma di 
fabbricazione ancora per molti anni. 
I piani particolareggiati furono ignorati in modo ancora più totale. 
Con il D.Lgs.154/1945 nacquero i piani di ricostruzione, che avevano efficacia esecutiva, e 
che si occupavano della pianificazione dei singoli quartieri; non erano né governati da un 
PRG, tranne pochissimi casi, né coordinati tra di loro. 
In quegli anni l’esigenza primaria era quella di edificare molto e solo successivamente si 
pensava alle opere di urbanizzazione, che erano interamente a carico del Comune. 
La Legge Urbanistica non prevede quantità minime di servizi né chi deve realizzarli, infatti 
per molti anni i loro costi, compresa l’urbanizzazione primaria al servizio degli 
insediamenti, resterà completamente a carico dei Comuni. 
 
 
 
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Informazioni tesi

  Autore: Michela Pelamatti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2005-06
  Università: Politecnico di Milano
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Annapaola Canevari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 212

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