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Vorremmo giocare di più tutti insieme

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Anteprima della tesi: Vorremmo giocare di più tutti insieme, Pagina 7
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difficile da realizzare con le risorse esistenti (Allan J., 2012) ma è anche vero che manca la fiducia 
nelle proprie competenze al fine di implementare l’ “Inclusione” (Mittler 2000; Hanko 2005). Le 
domande e le preoccupazioni che gli insegnanti manifestano sul tema dell’ “Inclusione” sono dovuti 
alla confusione ed alla scarsa conoscenza del significato del termine, alla stanchezza, ma anche alla 
consapevolezza che la situazione non può continuare così com’è (Allan 2008). L’index per l’ 
inclusione ( Ainscow M., Booth T., Carocci 2014) cerca quindi di far fronte a queste questioni e 
rappresenta una risposta in merito. Anche perché,  la diversità al giorno d’oggi viene ancora 
percepita come un problema e l’approccio medico ancora largamente diffuso nell’ambito 
dell’istruzione crea quella che Thomas (2008) definisce “chiusura all’apprendimento”. Poste queste 
premesse, l’autrice  Allan J. sostiene, sull’onda della filosofia di Levinas che approfondisce la 
questione del rapporto con l’Altro, che il dimenticarsi dell’Altro nel campo dell’educazione produca 
ingiustizia. A fronte delle sempre più variegate realtà presenti quotidianamente all’interno delle 
classi, l’ “Inclusione” rappresenta una possibile risposta volta ad eliminare le convinzioni sopra 
citate e si auspica in questo modo, una piena attuazione dei Diritti Umani, che non rimanga solo sul 
piano teorico ma che abbracci anche la sfera pratica. Sarebbe quindi necessario sulla scia dei 
filosofi della differenza, ripensare al concetto di “Inclusione” ed incoraggiare tutti gli attori 
coinvolti tra i quali insegnanti, studenti tra i quali bambini e ragazzi a ritenersi abili 
nell’implementazione dell’ “Inclusione”. Loro consentono il cambiamento e l’ “Inclusione” 
attraverso nuovi percorsi e direzioni. La figura dell’insegnante può da un lato complicare, dall’altro 
esplicitare la situazione (Taylor and Saarinen, 1995).  In altre parole, gli  insegnanti e le altre figure professionali, 
possono trovare, nei momenti di incomprensibilità, nuove strade facendo emergere un nuovo pensiero e nuovi modi 
di sperimentare. La provocazione mossa dai filosofi della differenza permette di pensare l’ “inclusione” come ad una 
possibilità realizzabile e nella quale ognuno può partecipare. (Allan J., 2008) 
 
1.4 L’inclusione secondo Ferri B. A:   Il ruolo della “continua ricerca” 
Anche a fronte degli studi effettuati da  Allan J. in ambito internazionale, l’autrice Beth A. Ferri si è 
occupata anche del contesto italiano ed alla luce delle ricerche condotte, ha espresso il suo punto di 
vista su questo tema riprendendo gli autori D’Alessio, Anastasiou e Di Nuovo.  L’Italia educa la 
maggior parte degli studenti con “disabilità” nelle classi comuni. L’ “Inclusione” in Italia si  basa 
sul principio per cui la “disabilità” è un elemento positivo all’interno della classe (Canevaro, De 
Anna 2010). Focalizzandosi sullo sviluppo delle competenze per ciascun alunno, l’inclusione crede 
nella capacità di crescita  di tutti gli alunni (Canevaro e De Anna 2010). L’ “integrazione”

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Vorremmo giocare di più tutti insieme

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Informazioni tesi

  Autore: Jessica Cagnola
  Tipo: Diploma di Laurea
  Anno: 2014-15
  Università: Università degli Studi di Bergamo
  Facoltà: Scienze dell'Educazione
  Corso: Scienze dell'Educazione
  Relatore: Fabio Dovigo
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 157

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