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Profilassi pre-esposizione (PrEP): il ruolo dell’Infermiere nella prevenzione dell’infezione da HIV

Nella mia tesi di ricerca affronto la tematica della prevenzione da Human Immunodeficiency Virus, meglio conosciuta come HIV (malattia virale che fa ancora paura) mediante l’utilizzo della PrEP (Profilassi Pre-esposizione)
Nel mondo attualmente 37.9 milioni di persone vivono con la diagnosi da HIV nel 2018; 1,7 milioni sono state le nuove infezioni; le morti relative ad HIV sono 770.000mila.
In Italia ci sono circa 130mila persone che vivono con l’HIV e nell’ultimo anno sono state registrate 3.443 nuove diagnosi con un aumento relativo tra i giovani (fonte ISS)
La PrEP rappresenta una nuova strategia di prevenzione da HIV oltre alle precauzioni già esistenti come il preservativo.
La profilassi pre-esposizione rappresenta una nuova strategia di prevenzione della infezione da HIV. Essa consiste nella somministrazione di una compressa di farmaci anti-retrovirali (in particolare, il Tenofovir, Descovy e l’Emtricitabina) a soggetti HIV_negativi ma ad alto rischio di contrarre l’infezione da HIV, al fine di impedire che essi possano acquisirla. In particolare, le popolazioni ad alto rischio di infezione da HIV sono rappresentate da: maschi aventi rapporti sessuali con maschi, donne transgender, componenti HIV-negativi di coppie eterosessuali sierodiscordanti e maschi e femmine eterosessuali aventi comportamenti sessuali a rischio.
La PrEP puè essere assunta in due distinti modi: assunzione quotidiana, oppure on-demand
L’assunzione quotidiana di PrEP assicura una quantità di principio attivo sufficiente a proteggere 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
Ciò significa che non si deve programmare di prendere la PrEP in vista di quando si potrebbe fare sesso.
Per le persone abituate a fare sesso ogni settimana, la PrEP quotidiana è probabile che sia la migliore scelta di dosaggio.
La PrEP quotidiana consente una certa flessibilità perché se per caso si salta l’assunzione di una dose sembra che questo non faccia una grande differenza.
L’assunzione on-demand consiste nell’assunzione di PrEP se sai che potresti avere rapporti sessuali senza preservativo con 24 ore di anticipo.
La PrEP assunta sia in maniera quotidiana che on-demand garantisce una protezione dall’Hiv del 99,9%
La PrEP ti protegge esclusivamente da Hiv ma non dalle altre malattie sessualmente trasmissibili come sifilide e gonorrea, quindi il preservativo deve essere sempre utilizzato anche per evitare delle gravidanze indesiderate.
Nella nostra nazione la PrEP è acquistabile in farmacia solo con la prescrizione medica fatta dall’infettivologo.
Anche la PrEP come tutti gli altri farmaci esistenti ha degli effetti collaterali, ma sono molto leggeri e sopportabili come: Nausea, mal di pancia, diarrea e gonfiore, ma tendono a scomparire dopo la prima settimana.
L’obiettivo della mia ricerca è stato quello di valutare e far comprendere le conoscenze sulla PrEP somministrando un questionario alla popolazione di età mista comprendendo i professionisti della salute. Hanno risposto al questionario in 1067 persone riportando dei risultati importanti.
Le prove epidemiologiche stanno iniziando a mostrare negli Stati Uniti l’utilizzo di PrEP sta portando un declino delle infezioni da Hiv.
Il tasso complessivo di diagnosi dell'HIV è diminuito in modo significativo, da 15,7 per 100.000 persone nel 2012 a 14,5 per 100.000 persone nel 2016, con un calo annuo stimato dell'1,6% all'anno. Nello stesso periodo l'uso di PrEP è aumentato da 7,0 per 1000 persone ammissibili a 68,5 per 1000 persone ammissibili, con un aumento annuo stimato del + 78%.
La profilassi pre-esposizione ha dimostrato di costituire una strategia preventiva molto efficace, utilizzabile nelle popolazioni a forte rischio per impedire l’acquisizione dell’infezione da HIV, ma il suo funzionamento non può prescindere da una corretta aderenza. L’aderenza alla profilassi è infatti il fattore fondamentale che ne determina il funzionamento, e questo principio vale sia per la PrEP quotidiana che per quella ondemand. Per cui, l’introduzione in Italia della PrEP potrà avere un enorme impatto sull’incidenza dell’infezione da HIV nei soggetti a rischio, ma se verranno istituiti dei programmi di profilassi pre-esposizione, sarà importantissimo assicurare che ci sia la corretta aderenza. È importante sottolineare che l’utilizzo della PrEP non dovrà inoltre essere esclusivo, ma dovrà essere complementare a quelle che sono le altre strategie di prevenzione dell’infezione da HIV a nostra disposizione, tra cui l’utilizzo del preservativo, i programmi di counseling e l’evitamento dei comportamenti a rischio, le quali rimangono comunque fondamentali.
In conclusione, la PrEP rappresenta una nuova frontiera nel contesto della prevenzione dell’infezione da HIV, la quale potrà in futuro determinare un miglioramento della situazione epidemiologica della stessa infezione anche in Italia.

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7 1. HIV, IL VIRUS DE L L 'IM M UNODE F ICIE NZ A UM ANA 1.1 Generalità L'HIV (human immunodeficiency virus) rappresenta il principale retrovirus dell'uomo, appartiene alla famiglia delle R etroviridae e al genere Lentivirus. Presenta due sierotipi, HIV-1 e HIV-2. Tale virus è responsabile della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), una condizione morbosa le cui manifestazioni cliniche sono costituite da infezioni opportunistiche e da insolite e molto aggressive forme di tumori maligni, dovute a una grave compromissione della risposta immunitaria cellulo-mediata. 1.2. Origini e storia L'AIDS è stata riconosciuta come malattia nel 1981 negli Stati Uniti, in seguito a un numero sorprendentemente elevato di infezioni polmonari da Pneumocistis C arinii e di tumori non usuali, come il sarcoma di Kaposi, osservati in giovani adulti. Dopo circa due anni di ricerca, nel 1983, l'istituto Pasteur di Parigi e il National C ancer Institute di B ethesda riuscirono isolare il primo sierotipo del virus, che inizialmente venne denominato LAV (Lymphadenopaty associated virus), poi HTLV-III (Human T-lymphotropic virus type III), e infine HIV. È stato dimostrato che il virus HIV si è generato in seguito a eventi multipli di infezioni tra scimmia e uomo; l'ipotesi più accreditata è che il virus si è trasmesso all'uomo attraverso una esposizione cutanea o mucosale a sangue infetto, causata dalle attività venatorie o di macellazione degli animali infetti. Una attenta analisi filogenetica ha permesso di dimostrare che entrambi i sierotipi di HIV sono corrrrelati con i SIV (i virus dell'immunodeficienza delle scimmie), quindi l'infezione di HIV nell'uomo può essere considerata il risultato di una zoonosi. Nel 1986 è stato isolato il secondo sierotipo di HIV, HIV-2, un retrovirus con una diversa composizione degli acidi nucleici, e di conseguenza diverse componenti antigeniche. I due sierotipi condividono comunque una elevata omologia della sequenza virale. HIV-2 ha le

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Informazioni tesi

  Autore: Fabrizio La Bella
  Tipo: Laurea I ciclo (triennale)
  Anno: 2018-19
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Scienze Infermieristiche
  Corso: Infermieristica
  Relatore: Anastasio Grilli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

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prevenzione hiv
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