Skip to content

Teoria dell'attaccamento: nascita e spiegazione del disagio psichico

Informazioni tesi

  Autore: Mariangela Ciceri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Alessia Veglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

L’elaborato si propone di analizzare la correlazione tra le tipologie di Attaccamento e l’insorgenza di disagio psichico.
Partendo dalla Teoria dell’attaccamento di John Bowlby, il primo ad aver ipotizzato che infanzie «infelici» per madri (o altri caregiver) incapaci di fornire un accudimento e un sostegno emotivo funzionale, fossero tra le cause di malesseri psichici e di comportamenti antisociali, vengono spiegati l’interesse e il contributo di Mary Ainsworth, Mary Main, Peter Fonagy e Mary Target alle ricerche dello psichiatra inglese.
In particolare, si è prestata attenzione al ruolo dalla Strange Situation, ideata da Mary Ainsworth, nella classificazione delle modalità di attaccamento, fino alla creazione e all'uso dell’Adult Attachament Interview da parte di Mary Ainsworth che ha permesso di dimostrare una correlazione tra bambini che avevano vissuto esperienze traumatiche (dall'abbandono fisico, emotivo fino all'abuso) e adulti incapaci di gestire relazioni e accudimenti, scoprendo che spesso le vittime di violenze, se non aiutate a superare le esperienza vissute, tendono a riproporre le modalità di accudimento di cui sono state vittime anche sui propri figli innescando così una ciclicità che se non bloccata, rischia di creare generazioni di attaccamenti disfunzionali.
In base a quanto esposto è facilmente deducibile come una diagnosi ed un intervento tempestivo su minori in condizioni di disagio, sia importante sia sul piano fisico che emotivo come prevenzione di manifestazioni psicopatologiche future.
Riuscire a individuare in tempi brevi quelli che sono i segnali di un malessere infantile legato al ruolo dell’Attaccamento può divenire garanzia di tutela per le generazioni future poiché il peso delle esperienze traumatiche fisiche e psichiche subite nell’infanzia, sono terreno fertile per patologie in età adulta.
Da qui l’utilità di monitorare i minori nelle loro prime manifestazioni sociali come l’ingresso nel mondo della scuola, ove si possono osservare le prime difficoltà legate alla separazione dalle figure di accudimento o nelle relazioni con i pari, e nell’adolescenza, periodo in cui i disagi possono manifestarsi con comportamenti a rischio quali dipendenze e disturbi dell’alimentazione.
L’elaborato che segue è stato strutturato in quattro capitoli, in ognuno dei quali si sono analizzate, nel dettaglio, alcune tra le ricerche e i lavori legati alle tematiche correlate all’Attaccamento.
Si è partiti dalle origini della Teoria, analizzando in quale contesto socio-scientifico è nata, quali furono le critiche, come essa trovò una importante conferma con gli studi di Mary Ainsworth, attraverso la Strange Situation, e con l’esposizione in dettaglio delle modalità di ricerca usate e delle metodologie di decodificazione del test che osservava la reazione di un bambino nei primi mesi di vita posto in condizione di separazione forzata dalla madre.
Nel secondo capitolo si sono prese in esame le conseguenze di un Attaccamento disfunzionale o inadeguato sia sul piano fisico che emotivo, analizzando in dettaglio la relazione madre-bambino, padre-bambino e il ruolo della famiglia come «base sicura» fino alle prime esperienze sociali del minore. Si è visto come l’assistere a situazioni di tensione famigliare, o a violenze domestiche, possa suggestionare la percezione di sicurezza, facendo vivere il bambino in una situazione di stress.
Nel terzo capitolo si è trattata l’origine del disagio psichico, partendo dalla classificazione degli stili di Attaccamento e descrivendo le tappe delle interiorizzazioni, ovvero delle modalità con cui il bambino sposta le esperienze all’interno della sua coscienza attraverso le esperienze fatte con il caregiver, fino alla manifestazione psicopatologie nelle varie fasce del ciclo di vita, con particolare attenzione alla modalità di attaccamento e alle relazioni.
Nel quarto ed ultimo capitolo si è sottolineata l’importanza di diagnosi precoci e di interventi mirati sia alla prevenzione che alla cura dei disagi psichici rimarcando, come sostenuto dallo stesso Bowlby, il rischio per un minore, che ha vissuto un attaccamento insicuro o disorganizzato in un contesto socio-famigliare incapace di proteggere, difendere e soddisfare il suo bisogno di accudimento, di sviluppare disagi.
In ultima analisi, poiché essere nati ed aver vissuto con genitori incapaci di garantire quel supporto utile a esplorare il mondo e a sentirsi protetto, non significa essere predestinati a sviluppare disagi psichici, si sono analizzati gli strumenti di cura e il ruolo che il terapeuta assume nella relazione con un paziente la cui la modalità di attaccamento è stata causa di psicopatologie, rimarcando la possibilità di superare vissuti traumatici, elaborandoli, fino a conquistare una nuova dimensione relazionale con sé e con gli altri.

Informazioni tesi

  Autore: Mariangela Ciceri
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2015-16
  Università: Università degli Studi Guglielmo Marconi
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Alessia Veglia
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 162

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione Pochi costrutti, nella storia della psicologia dello sviluppo, hanno avuto e hanno tutt’oggi la stessa risonanza della teoria dell’Attaccamento di Bowlby. Tra le motivazioni che spinsero l’etologo e psicanalista inglese a intraprendere gli studi sull’argomento vanno annoverate: l’interesse per il lavoro di Lorenz sull’imprinting, quello di Darwin sull’evoluzione e quello di Harlow sui primati e l’effetto della deprivazione del contatto materno. La ricerca iniziò negli anni 50 e nel primo capitolo saranno raccontate proprio le sue origini, le modalità dei primi studi e le difficoltà legate alle innovazioni insite nella formulazione della teoria, che si distanziava da quelle psicanalitiche di Anna Freud e Melanie Klein dell’epoca, dando importanza alle esperienze reali del bambino e non solo a quelle che erano ritenute rappresentazioni interne e «parti della fantasia»; mettendo così fortemente in discussione il concetto di «madre oggetto secondaria» poiché la vicinanza e la relazione del bambino con il caregiver secondo Bowlby, non si limitava alla necessità di essere nutrito, quanto a quella di essere accudito nel suo significato più ampio. Dall’osservazione inoltre, grazie a uno studio commissionato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, di orfani istituzionalizzati, Bowlby riuscì a verificare come la garanzia di un legame sicuro con una figura di accudimento stabile, potesse condizionare il rapporto del bambino con l’ambiente e introdusse il concetto di MOI (Internal Internal Working Models) per indicare quelle rappresentazioni mentali, di Sé e delle persone e del mondo circostante (Attili 2014) che includono le aspettative, formatesi dalle relazioni con gli individui e l’ambiente, e che continueranno ad avere importanza anche nell’età adulta. La Teoria dell’Attaccamento tuttavia conobbe nuovi e importanti sviluppi con la disponibilità di Mary D.S. Ainsworth, ad approfondire un «tema nuovo» per la psicologia di quegli anni: l’osservazione e la valutazione del comportamento del bambino, rispetto alla sua relazione 3

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Per tradurre questa tesi clicca qui »
Scopri come funziona »

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

disagio psichico
attaccamento e psicopatologia
teoria dell'attaccamento
dinamiche relazionali
john bowlby
psicopatologia infanzia
stili attaccamento e interiorizzazioni
processo sviluppo emotivo
pattern di attaccamento e disagio psichico
diagnosi disagiopsichico

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi