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Le origini del gruppo Eni (Ente Nazionale Idrocarburi)

Eni (Ente Nazionale Idrocarburi) nasce il 10 febbraio 1953 ad opera di Enrico Mattei che fu fondatore e primo presidente. L'avventura di Mattei nel mondo dell'energia iniziò quando la commissione economica del Comitato di Liberazione Nazionale dell'Alta Italia lo nominò commissario straordinario dell'AGIP nel 1945, con il compito di liquidare la grande industria italiana e cedere tutto ai privati. Ma Mattei si rivelò fin da subito contrario al progetto assegnatogli ritenendo che l'Agip fosse una risorsa strategica che andava valorizzata e potenziata. Così si oppose e diede avvio al suo grande progetto, che avrebbe portato in qualche anno alla nascita di ENI.
Nel corso degli anni Eni cercò di avvantaggiarsi sulla concorrenza rafforzandosi nella chimica delle specialità e nella farmaceutica, acquisendo numerose piccole e medie imprese; in particolare, in seguito alla crisi finanziaria dei gruppi chimici privati SIR e Liquichimica Eni rilevò i loro impianti, sovradimensionati e sottoutilizzati.
La crisi petrolifera del 1973 provocò un forte aumento dei prezzi del greggio, la crisi portò all'abbandono del mercato italiano da parte di alcune compagnie petrolifere straniere, e come conseguenza all'obbligo di Eni di provvedere a rilevarne le raffinerie e la rete di distribuzione, così come era avvenuto per le attività minerario - metallurgiche dell'EGAM, che l'Eni dovette acquistare su indicazione del Parlamento. Negli anni '70 quindi si accentuò il ruolo di Eni come strumento per il salvataggio di imprese in difficoltà con lo scopo principale di salvaguardare posti di lavoro in Italia.

Tratto da IL CASO ENI S.P.A. di Gennaro Civero
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