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I processi socio-economici di Caltanissetta

Le caratteristiche peculiari dell'economia e delle funzioni di CL sono influenzate profondamente dai rapporti instauratisi tra la città e un territorio provinciale articolato in due aree assai diverse tra loro.
- Area settentrionale interna → qui il capoluogo svolge una funzione dominante, dove risalta il commercio e i servizi. Gravitano intorno a CL direttamente otto comuni (tra cui ricordiamo San Cataldo e Serradifalco) e indirettamente altri nove (tra cui Sutera, Milena e Resuttano)
- Area meridionale – costiera → dove domina Gela che svolge il suo ruolo principalmente in agricoltura, grazie alla Piana, e al petrolchimico. Attorno a Gela gravitano comuni come Butera, Mazzarino, Niscemi e Riesi.
Alla fine degli anni 80 la chiusra del settore minerario rivela a CL quanti problemi vi siano e quanto basso sia stato il suo sviluppo. Solo negli anni 90 nascono dei progetti di recupero come i Contratti d'area, i Patti Territoriali e i Piani Integrati Territoriali che sviluppano nella città una nuova territorialità. Questi progetti di sviluppo investono principalmente CL e San Cataldo, con scelte chiaramente rivolte al settore manifatturiero, industriale e artigianale, e molto più di rado al settore del recupero dei beni culturali e del turismo. Nella parte più nord della provincia, quella più rurale, si investe invece nel sostegno all'artigianato e al settore zootecnico.
Il nisseno è un territorio di piccola dimensione aziendalistica, dove oltre il 55% delle imprese registra un solo addetto e quasi l'88% meno di dieci addetti. Le risorse principali sono soprattutto il commercio e i servizi mentre l'industria manifatturiera sembra registrare un calo, attestandosi all'8%.
Qualche progresso è stato registrato nelle costruzioni e anche la ristorazione è cresciuta, specialmente nel centro storico di CL mentre gli alberghi rimangono a fermi a 5 (12 in tutto il nisseno). Altri dati importanti sono:
1. Tasso di attività (rapporto tra forza lavoro – in cerca e attiva – e popolazione di 15 anni e oltre) del 44,4 %, superiore alla media siciliana e inferiore a quella italiana.
2. Tasso di occupazione superiore alla media siciliana e inferiore a quella italiana. 3. Tasso di disoccupazione superiore sia alla media siciliana sia a quella italiana.
Anche se nell'ultimo decennio c'è stata una vivificazione del terziario grazie anche a operazioni di marketing urbano e a decentramenti universitari, il nisseno è sempre scarsamente interessato da fenomeni di investimento in settori scientifici, culturali, creativi e in generale di richiamo, escludendola dalle più attive reti innovative regionali e nazionali.

di Gherardo Fabretti
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