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L'acquisto di partecipazioni rilevanti in società quotate

Il passaggio di proprietà di pacchetti di controllo di società quotate deve avvenire con la massima trasparenza e con modalità che consentano a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza (guadagni) che l'operazione può comportare. Sono stati introdotti due principi cardine:
il lancio di un'offerta pubblica d'acquisto delle azioni (opa) è obbligatorio quando è trasferito il pacchetto di controllo di una società quotata;
l'opa, sia essa obbligatoria o volontaria, deve svolgersi nel rispetti di determinate regole di comportamento volte a tutelare i destinatari dell'offerta e il regolare funzionamento del mercato.
Un primo esempio di opa successiva obbligatoria è l'opa successiva totalitaria consente agli azionisti di minoranza di società con azioni ordinarie quotate di uscire dalla società a seguito del mutamento dell'azionista di controllo. È infatti tenuto a promuovere un'offerta pubblica di acquisto chiunque, in seguito ad acquisti a titolo oneroso, venga a detenere, direttamente o indirettamente, una partecipazione superiore al 30% delle azioni che atribuiscono il diritto di voto nelle deliberazioni assembleari riguardanti nomina o revoca o responsabilità degli amministratori o del consiglio di sorveglianza.
Il prezzo da pagare agli azionisti di minoranza che aderiscono all'opa è più basso di quello predisposto per l'acquisto della partecipazione di controllo, in modo da non rendere eccessivamente oneroso l'impegno finanziario complessivo di chi intenda acquisire il controllo e da non creare così eccessivi ostacoli al ricambio dei gruppi di controllo delle società quotate.

Chi intende acquisire il controllo di una società quotata può tuttavia sottrarsi all'obbligo di promuovere l'onerosa opa successiva totalitaria, lanciando un'opa preventiva che lo porti a detenere una partecipazione superiore al 30% (l'opa preventiva può essere totale o parziale).
L'opa preventiva diretta a conseguire tutte le azioni quotate che attribuiscono diritto di voto nelle deliberazioni assembleari non è soggetta a condizioni e l'offerente può fissare liberamente il prezzo d'acquisto.
L'opa preventiva parziale deve avere per oggetto almeno il 60% delle stesse azioni (è più articolata, l'esonero dall'opa successiva totalitaria deve essere autorizzata dalla Consob).
L'altro caso di opa obbligatoria è l'opa residuale. La sua funzione è quella di consentire agli azionisti di minoranza l'uscita dalla società ad un prezzo equo quando la stessa è ormai saldamente in pugno di un predeterminato gruppo di controllo, sicché il regolare andamento delle negoziazioni è pregiudicato dalla mancanza di un adeguato flottante (azioni diffuse fra il pubblico). È quindi previsto che chiunque venga a detenere più del 90% delle azioni ordinarie è tenuto a lanciare un'opa sulla totalità delle azioni con diritto di voto ancora in circolazione, al prezzo fissato dalla Consob, se non ripristina entro 120 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni.
Chi viene a detenere, in seguito ad un'opa totalitaria, più del 98% delle azioni con diritto di voto ha diritto di acquistare coattivamente le azioni residue ad un prezzo fissato da un esperto nominato dal presidente del tribunale.
La violazione dell'obbligo di promuovere un'opa è colpita con sanzioni particolarmente dissuasive (il diritto di voto inerente alla partecipazione detenuta non può essere esercitato). Sono previste anche sanzioni pecuniarie.

Tratto da DIRITTO COMMERCIALE di Alexandra Bozzanca
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