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Lo statuto di Eni

Lo statuto di Eni riconosce allo Stato dei poteri speciali (Golden Share), tali poteri sono:

- opposizione all'assunzione di partecipazioni rilevanti che rappresentano il 3% del capitale sociale costituito da azioni con diritto di voto nell'Assemblea ordinaria da parte dei soggetti nei cui confronti opera il limite di possesso azionario. L'opposizione, debitamente motivata, deve essere espressa quando l'operazione è considerata pregiudizievole degli interessi vitali dello Stato;

- veto, debitamente motivato in relazione al concreto pregiudizio arrecato agli interessi vitali dello Stato, all'adozione delle delibere di scioglimento della Società, di trasferimento dell'azienda, di fusione, di scissione, di trasferimento della sede sociale all'estero, di cambiamento dell'oggetto sociale, di modifiche dello statuto;

- nomina di un Amministratore al quale non spetta il diritto di voto nelle riunioni consiliari.
Per quanto concerne gli azionisti di minoranza, per agevolare la loro partecipazione alle attività sociale, Eni prevede il voto per corrispondenza e specifiche facilitazioni per la raccolta delle deleghe. In particolare, nell'ambito delle iniziative avviate per sollecitare l'interesse ed un maggior attivismo degli azionisti, in occasione dell'assemblea annuale del 29-30 Aprile 2009 sono stati realizzati un cartoon interattivo e una Guida dell'Azionista, allo scopo di fornire informazioni chiare ed immediate sulla modalità di partecipazione e sui diritti esercitabili.

Tratto da IL CASO ENI S.P.A. di Gennaro Civero
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