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Gli interventi della SEC negli Usa

La Goldman Sachs è la più autorevole banca d’affari al mondo.
Perché l’America, tramite la SEC quando decide di intraprendere un’azione non va a colpire la più piccola banca americana, ma la più grande banca americana, e quindi del mondo?
La notizia nel mondo è partita dalla più grande banca del mondo con la finalità di colpire, ora che la crisi si è un po’ attenuata, anche le banche minori.
La SEC non è intervenuta già nel 2007 quando tutto ciò si è verificata perché c’era già una grande crisi, e allora le grandi banche invece di salvarsi sarebbero fallite. Se la SEC avesse colpito questi prodotti tossici, che generano perdite, sarebbe saltato il sistema mondiale nel 2007.
Gli utili delle grandi banche in passato sono stati fatti con prodotti molto rischiosi, che hanno determinato.
Dopo il 2007 gli USA hanno finanziato tutte le banche americane con miliardi di $, salvandole tutte meno la Lehman Brothers, perché era la più spericolata, così da dare un esempio per le altre.
Il Governo americano ha poi cercato di regolamentare le banche che aveva salvato: significa che le banche devono smettere di emettere titoli tossici, devono smettere di assegnare bonus a manager (somme in aggiunta agli stipendi), devono regolamentare i contratti derivati (devono essere scambiati solo in Borsa), potendo così avere una statistica di questi prodotti derivati.
L’unica cosa regolamentata in America sono le banche che accolgono i risparmi, a contrario di quelle d’affari in precedenza alla crisi.
Oggi si è visto che il mercato da solo non è in grado di autoregolamentarsi, e quindi tocca intervenire.
In Italia il mercato è regolamentato, la Banca d’Italia impone queste regolamentazioni; permangono però due punti interrogativi: una banca italiana può costituire delle entità finanziarie fuori dal territori italiano, nei cosiddetti paradisi fiscali, con queste entità che non sono regolamentate dal diritto italiano.
Gli Stati europei avrebbero dovuto anticipare la SEC per bloccare il comportamento scorretto delle banche americane come la Goldman, dimostrando forza, ma così non hanno fatto.
Oggi sono di grande attualità i principi contabili che riguardano la valutazione di questi strumenti finanziari non negoziati in Borsa.
Le previsioni di utili delle banche si ipotizza che scenderanno nei prossimi anni.
Quando si crea panico, non c’è limite al panico: la Lehman è stata la banca “più cattiva” fra tutte, la più spregiudicata. È sopravvissuta finché non è fallita perché il suo stato patrimoniale vedeva strumenti finanziari per 600 miliardi di $ e per pari importo investiti in fondi, ma aveva una società distaccata che aveva nel suo attivo dei titoli tossici, e nel passivo dei debiti bancari, con capitali sociali irrisori: quando la Lehman aveva titoli eccessivamente rischiosi, li rivendeva alla società distaccata.
Questa società era separata e ben nascosta, tant’è che anche gli investigatori della SEC non l’avevano scoperta al tempo delle indagini.
Chi aveva obbligazioni della Lehman per 600 miliardi di $, se ne vede restituiti alla fine per un ammontare pari al 10 %.
Oggi la Borsa è cresciuta troppo rispetto all’economia, e quindi si teme una nuova speculazione, una nuova bolla: così, con la fuoriuscita di queste notizie, si punta a farla scendere.
La Lehman era tanto spregiudicata da costituire una società fuori dal suo bilancio collocandovi tutti i titoli a rischio, quelli che non valevano niente.
Dopo il fallimento è facile scoprire queste società perché le banche che avevano finanziato queste società vogliono i soldi indietro: di conseguenze poi si risale alla casa madre.
Le banche concedevano a queste società i finanziamenti in cambio di alti tassi, a prescindere dalle garanzie inesistenti che venivano fornite.
di Andrea Balla
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