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I fattori di stress e burnout dell’insegnante. Fattori storico–sociali


1. cambiamenti nel ruolo docente a seguito delle accresciute responsabilità della scuola: a seguito dei nuovi equilibri fra le varie agenzie formative, cambiamenti nelle abitudini di vita e costumi che hanno imposto agli insegnanti di accettare nuove responsabilità; ciò NON accompagnato da necessari cambiamenti nella formazione. Per es. aumento delle donne che lavorano: riduzione della quantità di t da dedicare ai bambini, passaggio da famiglie patriarcali a nucleari, diminuzione dei compiti assistenziali svolti da fratelli, zii… l’impegno lavorativo della donna fa sì che la famiglia diminuisca la sua capacità assistenziale-educativa verso i figli, tali funzioni sono attribuite alla scuola = dilatazione della funzione scolastica (assistenziale e di custodia oltre che educativa)
2. aumento delle contraddizioni implicite nel ruolo docente: si compone di diversi segmenti, così gli insegnanti si trovano a fronteggiare situazioni in cui devono combinare armonicamente questi segmenti più cambiamenti socioculturali come immigrazioni, difficoltà a interpretare il ruolo tradizionale
3. mutato atteggiamento della società nei confronti degli insegnanti: tendenza al declino e svalorizzazione della classe docente, insegnanti continuamente sotto pressione per continui cambiamenti economici, politici e sociali; di fronte a ciò si può reagire con rincorsa ansiosa dei cambiamenti e innovazione per essere all’altezza delle nuove condizioni o rinchiudersi in una propria nicchia ecologica per dare una risposta puramente formale alle esigenze dei cambiamenti (aggrava il senso di isolamento e abbandono) più rapporto con classe politica: o disinteresse o travolgimento della scuola da una raffica di progetti e riforme senza un ordine di priorità, in una realtà non preparata e non sempre disposta al cambiamento. La risposta è l’autonomia non solo come decentramento e semplificazione amministrativa, ma soprattutto occasione di liberazione delle potenzialità locali, rilanciando la capacità di iniziativa degli insegnanti (autogoverno)
4. incertezza sulle finalità del sistema educativo: non si possono mantenere gli stessi obiettivi di una scuola di elite per scuola di massa, uno dei problemi principali è realizzare un più stretto collegamento tra scuola/lavoro e istituzioni scolastiche/sistema produttivo
5. carenze della formazione: ci sono provvedimenti come l’istituzione del biennio di specializzazione per insegnanti scuole secondarie più formazione universitaria per insegnanti scuola primaria; finora la formazione iniziale è stata breve, corso di studi universitario carente di nozioni ed esperienze psicologiche, pedagogiche e didattiche. Anche i corsi di aggiornamento, spesso inutili o eccessivamente teorici. Necessità di un buon equipaggiamento in campo relazionale-affettivo che può derivare solo da una formazione adeguata in cui il tirocinio svolge un ruolo importante
6. i problemi della verifica della produttività del lavoro dell’insegnante: la mancanze di incentivi esterni può ulteriormente consolidare la spirale a non impegnarsi per far qualcosa di fronte a situazioni d’insuccesso e frustrazione. Rischio di considerare la professionalità insegnate solo nei suoi aspetti intellettuali – nozionistici trascurando quelli psicorelazionali
Tratto da STRESS E BURNOUT di Antonella Bastone
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