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LIBERTA’ E RESPONSABILITA’ NELLA REGOLAZIONE DEI CONSUMI

Storicamente la sfera dei consumi è pressoché ricondotta nella sfera privata.
INDIVIDUALITA’ = SFERA NON NEGOZIABILE
Extraterritorialità dei consumi rispetto al ruolo dello Stato e del diritto
Il problema della regolazione dei consumi nasce dal dibattito sulla natura pubblica o privata dei consumi.
Se difatti i consumi sono un fatto privato, la regolazione dei consumi da parte pubblica non è legittimabile in quanto va a limitare la libertà di scelta e l’autonomia personale degli attori sociali.
Solitamente i consumi sono stati configurati come un fatto privato, e ciò ha generato una sorta di extraterritorialità dei consumi rispetto alla sfera dello Stato e dello stesso diritto: l’individualità è difatti la prima sfera di esistenza del soggetto, non negoziabile, e quindi l’ingerenza dell’ente pubblico è considerata negativamente.
In questa sfera si esprimono la libertà e l’autonomia del singolo: ma se i consumi non sono regolati da parte statale, è probabile che si generino esternalità negative, degli effetti imprevisti, che si vadano a scaricare dei costi sul benessere collettivo (si punta a massimizzare il proprio interesse senza pensare alle possibili conseguenze dannose sull’ambiente o sui terzi).
I consumi sono così libera espressione dell’individualità e come tali devono essere lasciati all’interpretazione della persona: ciò significa che qualsiasi intervento statale in materia di consumi viene considerato negativamente, e rimanda all’idea di uno Stato paternalista, che considera i propri cittadini incapaci di considerare l’interesse sociale e come tali soggetti che necessitano di una guida, di un orientamento esterno. E’ questo il capitalismo collettivistico, molto diffuso nei Paesi dell’Est, caratterizzato da un rigido controllo della produzione e dei consumi tramite programmazione della produzione e vincolando, orientando i consumi dei cittadini (tramite ad esempio le campagne di tesseramento, con quote fisse attribuite a ciascuna famiglia).
L’interferenza nella libertà di scelta evoca l’idea di STATO PATERNALISTA
di Andrea Balla
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