Benedetto Croce e il termine Barocco:

Questa pagina è tratta da: Storia della critica d'arte (appunto) di Alessia Muliere.

[« Torna all'indice di questo appunto]

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.

Scarica questo appunto Consultabile gratuitamente in formato PDF

Navigazione rapida:
Altri appunti correlati:

Benedetto Croce e il termine Barocco

L’origine del termine “Barocco” fu chiarita da Croce nel 1929; il termine deriva da “Baroco” della logica medievale, figura di sillogismo (un tipo di ragionamento deduttivo formale tale che, date due proposizioni, le premesse, ne segua di necessità una terza, la conclusione). Nel 1500 il termine aveva un senso metaforico per indicare idee contorte, mentre nel 1700 riemerse come metafora letteraria nel senso di strano, curioso, bizzarro, insolito. Un’altra etimologia fa risalire “Barocco” allo spagnolo “Barueco” e al portoghese “Barroco”,
ovvero perla irregolare. Da quest’etimo spagnolo-portoghese deriva il francese “Baroque”, avente valore di aggettivo, un significato generico applicato a tutto ciò che era irregolare e bizzarro e nella critica letteraria e artistica del ‘700 stava ad indicare una particolare degenerazione delle arti figurative. Croce dimostra come il termine “Barocco”, in italiano, applicato alle arti figurative, fece la sua prima comparsa nelle stampe della fine del ‘700 con Milizia (1797), sotto forma di sostantivo ma con funzione di aggettivo equivalente a quello francese (forse ilizia tradusse alla lettera degli scritti di Quatremere de Quincy del 1788). Gli amanti del bello ideale e della perfetta armonia greca, davano alla parola una evidente connotazione negativa e la adottarono per individuare una categoria del fare artistico in cui le regole classiche della simmetria e della corrispondenza erano sovvertite in favore dell’arbitrio e del bizzarro; proprio con Milizia si codificò alla fine del Settecento quel giudizio del Barocco come vuoto e sconnesso delirio senza gusto, senza regola e
misura, che venne poi diffondendosi; successivamente nel Romanticismo, la nozione, pur nel tono ancora negativo, iniziò a proporsi come giudizio storico e fu estesa a comprendere le manifestazioni di tutto il Seicento. Bisognerà attendere la fine del secolo XIX, con l’estetica germanica e soprattutto con le lezioni di Burckhardt e Nietzsche e della teoria visibilista, per approdare ad una valutazione nuova, positiva della nozione, per cui Barocco apparve come il prodotto di una complessa sintesi culturale in cui gli stimoli dell’arte del tempo operarono in una tradizione critica singolarmente predisposta. Il giudizio negativo verrà ripreso proprio da Benedetto Croce nel 1929: “è certo che il concetto di barocco si formò nella critica d’arte per contrassegnare la forma di cattivo gusto artistico che fu propria di gran parte dell’architettura e altresì della scultura e pittura del Seicento; proprio perché assunse originariamente significato dispregiativo e negativo è necessario che parola e concetto Barocco riprendano nell’uso rigoroso questo significato”. Barocco venne così ad assumere per il Croce: significato di non stile, un’espressione della non arte del sentimento pratico in una volontà edonistica e sensuale, un errore di cui bisognava liberarsi. In nome
dell’unità della bellezza, il Croce negava al Barocco un contenuto artistico ideale (non si poteva contrapporre il Barocco al Classico); negava anche che esso avesse un contenuto storico artistico, in quanto stile di un’età: si trattava invece di un contro stile di carattere pratico; negava ad esso un contenuto spirituale perché il Barocco non ebbe un ideale universale. Le opinioni di Croce derivano esclusivamente da considerazioni critiche sulla letteratura del tempo, tuttavia la sua condanna (barocco=cattivo gusto) si diffuse
rapidamente specie nella critica formalistica e sulla scia di Croce, critici come Ragghianti o Argan condannavano l’atteggiamento barocco.

di Alessia Muliere