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Il serpente monetario europeo


Il 24/04/72 venne avanzata dai paesi CEE la proposta di contenere l’oscillazione dei tassi di cambio entro una fascia più ristretta resa operativa dalle banche centrali della comunità. L’accordo di Basilea prevedeva che le monete possono oscillare all’interno dei limiti più ristretti e nei confronti del dollaro la fluttuazione è più ampia.
L’aspetto innovatore è l’opportunità di agire sul mercato per costruire un area monetaria alternativa al dollaro. Il progetto falli perché la situazione monetaria era fortemente deteriorata, perché lo sviluppo del mercato euro – dollaro era un veicolo di trasmissione delle perturbazioni degli usa e perché facilita le tendenze speculative. Terza causa è l’ingente afflusso di dollari in Europa che ostacola i provvedimenti di natura stabilizzatrice ed ostacola il ritorno a condizioni monetarie più ordinate.
Un peggioramento delle condizioni di scambio porta a strutture produttive più deboli e quindi ad un processo inflazionistico.
Il serpente monetario presentava degli inconvenienti quali:
• All’interno della comunità il regolamento dei rapporti di debito e credito deve essere effettuato sulla base delle varie componenti di riserva
• L’accordo prevedeva l’obbligo della BCE di intervenire qualora la moneta si venga a trovare sui margini della fascia di oscillazione escludendo la possibilità di compiere interventi all’interno di essi, ciò ostacola il compito delle autorità centralini resistere ad attacchi speculativi
• Mancanza di coordinamento delle politiche economiche dei paesi membri.
Tratto da POLITICA ECONOMICA di Alessandro Remigio
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