Skip to content

Le origini della teoria razzista: l'incontro tra europei e indigeni americani

Indios americani: uno dei momenti fondanti della teoria razzista nel mondo moderno è stato l'incontro tra europei e indigeni americani dopo il 1492. Dopo la scoperta delle Americhe la Spagna si arricchì di varie centinaia di schiavi indiani. Nel 1530 Carlo V abolì la schiavitù di indios, dunque fu inventato come surrogato della schiavitù, il sistema dei repartimientos, poi trasformati in encomiendas, per cui i padroni avevano l'obbligo di fornire determinate agevolazioni ai propri servi (appezzamenti di terra, capanne, cibo sufficiente, animali). Lo sfruttamento era giustificato dal fatto che questi indios non erano considerati veri e propri uomini, bensì homunculi – privi di anima. Coloro che intendevano legittimare il possesso delle nuove terre inventarono le più incredibili storie sulle origini degli indios, una delle quali chiamava in causa la Bibbia. Da un passo biblico sulla vita di Noè si formò una tradizione che fece dei figli d Noè i progenitori delle razze: da Cam la razza nera "maledetta", da Sem la razza gialla e da Iafet quella bianca. E gli indios? Visto che non si parlava di loro nella ripartizione delle razze essi dovevano per forza di cose appartenere alla classe subumana degli omunculi. Tutto ciò cozzava con i tentativi di cristianizzazione dei popoli indigeni, che senso aveva se non avevano l'anima? Per questo Papa Paolo III ricordò che anche gli indios erano uomini. A favore degli indios lottò anche il domenicano Bartolomè de las Casas.
La teoria che disumanizzava gli indigeno collimava con gli interessi politico-economici del loro sfruttamento. La lotta contro la schiavitù fu condotta soprattutto dai gesuiti, che si inimicarono l'aristocrazia terriera e la maggioranza della popolazione bianca. 
di Giulia Dakli
Valuta questo appunto:

Continua a leggere:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo riassunto in versione integrale.