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Rapporto tra turismo e crescita


Ipotizziamo una piccola economia con importanti attrazioni turistiche che deve decidere, per sfruttare al meglio le opportunità offerte dai mercati internazionali, se concentrare le proprie limitate risorse per sviluppare soprattutto il settore turistico, oppure se concentrarle per sviluppare soprattutto il settore industriale. In questa economia ci sarà anche un pianificatore sociale, un’istituzione interessata a ottenere il massimo benessere collettivo dalle risorse esistenti, non influenzabile da gruppi di pressione che invece esprimono interessi non generali. Ci sono seri dubbi sulla convenienza relativa della specializzazione turistica, che derivano dalla convinzione che gli alti tassi di crescita del reddito siano associati soprattutto al settore industriale, a causa della sua superiore capacità di generare innovazione tecnologica: questo, però, è solo uno dei fattori, chiamato “effetto produttività relativa”. Quando si confrontano i tassi di crescita determinati da due possibili specializzazioni bisogna tenere conto anche dell’andamento nel tempo dei prezzi dei due beni (“effetto prezzi relativi”). Il buon andamento nel tempo di ciò che si ricava dal mercato dipende dalla capacità di produrre e di vendere quantità crescenti del bene e dal prezzo che il mercato assegna al bene venduto: i ricavi totali possono crescere sia nel caso di volumi di produzione sempre maggiori venduti a prezzi costanti, sia nel caso di prezzi crescenti e quantità costanti, per esempio.
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