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Modernizzazione: sviluppo di idee e ideologie


Se l'ideologia della modernizzazione appare oggi superata, in quanto basata sull'assimilazione di concetti assai diversi come quelli di crescita, sviluppo e progresso, non bisogna negare il ruolo importante che ha assunto nel dibattito teorico sino alla fine degli anni 60.
La prospettiva ideologica della modernizzazione è antica, e ha generalmente permeato l'ideologia della colonizzazione, ma dal punto di vista socioeconomico emerge con chiarezza in alcuni quadri teorici sviluppati negli anni 60 per descrivere e interpretare i processi di sviluppo. Il lavoro più noto ed esemplificativo, è sicuramente rappresentato dal “modello evolutivo della società” (MODELLO A “STADI”) proposto da ROSTOW. Attraverso la comparazione storica l'autore ipotizza come lo sviluppo dei diversi paesi avvenga sempre attraverso cinque stadi successivi, lungo un sentiero lineare verso la modernità:
1. società tradizionale: si caratterizza per limitate conoscenze tecnologiche: la scienza è sostituita dalla superstizione.
2. condizioni preliminari per il decollo: con lo sviluppo di strutture per l'istruzione e la formazione, con l'accumulazione del capitale attraverso la diffusione di istituzioni bancarie e sistemi finanziari, con la crescita delle strutture di impresa e della classe imprenditoriale, si determinano quelle precondizioni che porteranno al decollo nel corso di 10-50 anni. In questa fase le tecnologie sono ancora semplici, aprendo limite alle strutture produttive.
3. decollo: si tratta della fase di transizione in senso stretto: con lo sviluppo economico si stimola la trasformazione delle strutture sociali e culturali che, nel corso di 50-100 anni, si avvicineranno a quelle moderne.
4. passaggio alla maturità: con la crescita economica si afferma la necessità di diversificazione delle attività produttive.
5. società dei consumi di massa: si tratta della struttura delle società occidentali incentrata sulla produzione e sul consumo di beni sofisticati, ad alto valore aggiunto.
In pratica, il modello proposto da ROSTOW  costituisce un manifesto di fede nel progresso sociale, nella i limitatezza delle risorse naturali, nella razionalità economica come meccanismo regolatore, nel legame imprescindibile tra crescita industriale e sviluppo. In questo schema di ragionamento è implicito come esista un unico possibile percorso di sviluppo, quello occidentale, e come industria e tecnologia assicurino da sole il progresso sociale e il benessere dell'uomo: si tratta dell'impostazione alla base dell'ideologia del produttivismo, inteso  come sostituzione della fine con il mezzo. dal punto di vista delle politiche di crescita, l'implicazione logica di questo schema di ragionamento è che i paesi del sud del mondo debbano in qualche modo industrializzarsi   , da cui deriva una visione dualistica delle attività economica: da un lato e quelle tradizionali, comprendenti essenzialmente l'agricoltura di sussistenza e dall'altro il settore moderno, relativo all'agricoltura commerciale e di piantagione, alle attività mineraria e soprattutto all'industria manifatturiera. In secondo luogo, affinché il processo di industrializzazione prenda forma, si rendono necessari sensibili investimenti di capitale, di fatto impossibili all'interno di società povere, e quindi caratterizzate dall'assenza di risparmio.
Tratto da PIANIFICAZIONE DEL TERRITORIO di Alessandro Remigio
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