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BENI RELAZIONALI

I prodotti tipici dei soggetti operanti nel terzo settore sono beni e/o servizi di tipo relazionale: un bene o servizio viene definito di tipo relazionale quando implica una condivisione, cioè quando può essere sia prodotto che fruito insieme da coloro che ne sono i produttori e i fruitori, attraverso appunto lo svolgersi della relazione che lega i due soggetti; il bene è definito così relazionale per il fatto che implica una relazione. I beni o servizi relazionali possiedono un’alta utilità sociale, e vengono erogati nell’interesse e a favore della collettività; non possono quindi essere suscettibili di una valutazione economica, ma il loro valore è determinato dall’intensità della relazione umana che il volontario riesce ad instaurare con il destinatario della sua azione. Questa relazione che si viene così a creare è ben sintetizzabile con la frase “Si dà, ma in contemporanea si riceve”, volta proprio ad esprimere come l’operatore svolga  un’azione di gratuità e ne riceva in cambio, oltre a un senso di appagamento a livello personale, anche un riconoscimento da parte del destinatario della sua azione. Tali organizzazioni di terzo settore sono facilitati nell’offerta di questa tipologia di beni a contenuto relazionale, in quanto per la loro realizzazione è strettamente necessaria una componente umana, forti motivazioni da parte degli operatori impegnati, un forte legame con la comunità locale ed un elevato radicamento territoriale, il tutto in grado di garantire rapporti tra operatori e fruitori ad elevata connotazione fiduciaria.
di Andrea Balla
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