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Il potere della maggioranza per Aristotele


Nella democrazia i molti non hanno alcun sentimento di rispetto e obbediscono solo se obbligati dalla paura che impedisce loro di commettere malvagità.
Tra la politica e la democrazia ci possono essere tante composizioni intermedie a seconda delle diverse composizioni sociali della polis. Nella città ci sono le seguenti categorie: agricoltori, operai, commercianti, guerrieri e politici. La costituzione assume caratteristiche diverse a seconda della prevalenza di questa o quella categoria.
I molti possono esprimere una opinione più valida e giusta dei pochi: questa è la giustificazione al principio della maggioranza, norma fondamentale per ogni ordinamento democratico. Accetta la tetrocrazia che Platone rifiutava: come il pubblico giudica meglio degli esperti l’opera che è stata rappresentata, così la maggioranza dell’assemblea esprime sui provvedimenti che riguardano il governo un giudizio più affidabile di quello dei singoli.
Sarebbe però pericoloso ammettere i molti alle magistrature più importanti che detengono la guida politica della città: essa invece può deliberare sui normali affari pubblici e partecipare alle elezioni dei magistrati. Così sia attua un contemperamento tra l’aristocrazia o oligarchia e la democrazia e si realizza una costituzione che è un giusto mezzo tra gli estremi.
Il principio fondamentale cui deve ispirarsi l’ordinamento politico è la sovranità della legge, che deve essere superiore a qualsiasi cittadino e tutti i magistrati devono essere guardiani e servi della legge. La costituzione deve sottomettere la volontà dell’uomo a quella della legge. Il principio della sovranità della legge trova la sua attuazione solo in una costituzione che si basi sulla classe media che è veramente libera in quanto non è corrotta u fuorviata dagli interessi delle grandi ricchezze né condizionata dalle necessità giornaliere. È in grado di mantenere l’equilibrio tra ricchi e poveri. Solo una forte classe media può assicurare l’equilibrio sociale necessario per la democrazia.

Il metodo cui si serve per analizzare i diversi tipi di costituzione è confermato nel libro V della politica dedicato allo studio delle cause delle tensioni e dei conflitti sociali che sboccano nella trasformazione violenta delle costituzioni. Il presupposto di fondo è che l’ordine deve essere considerato come il fine ultimo della politica in quanto scienza dei mezzi più idonei a conservare il potere. Tutti i tipi di costituzione si equivalgono in quanto garantiscono una certa misura di ordine e stabilità politica.
Si tratta di rendersi conto delle cause che determinano la trasformazione di una costituzione per individuare le massime per conservarla. Le tensioni, i conflitti e le trasformazioni violente appartengono alla patologia della polis.
Stasis = sedizione, ribellione, rivolta
Metabolè = mutamento cambiamento, trasformazione della costituzione
I conflitti sociali e politici sono determinati dall’ineguaglianza e dal desiderio di attuare l’eguaglianza. Possono essere finalizzati alla deposizione dei governanti per sostituirli con coloro che hanno promosso la rivolta o cambiare del tutto la costituzione.
I fattori che provocano l’insorgere della rivolta sono 3:
1. morale-ideologico, le condizioni che giustificano l’insurrezione
2. lo scopo che si intende conseguire
3. le occasioni che consentono di iniziare la rivolta
Tratto da STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE di Filippo Amelotti
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