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Il diritto dello Stato-comunità alla percezione dei tributi ed l'interesse fiscale

Giova da ultimo evidenziare a chiare lettere ciò che finora si è dato per scontato; e cioè che l’articolo 53 cost. non si risolve nell’apposizione del limite consistente nel necessario aggancio delle prestazioni coattive tributarie costituite dalle imposte ad una manifestazione di capacità contributiva, ma riconosce e fonda, ancor prima, il diritto del medesimo Stato-comunità alla percezione delle imposte.
Proprio in stretta correlazione con il riconoscimento ad opera della norma in esame dell’esistenza del diritto in questione, si è pervenuti, soprattutto nell’ambito della giurisprudenza della Corte Costituzionale, all’enucleazione ed alla valorizzazione del cosiddetto “interesse fiscale”.
In particolare i giudici costituzionali, prendendo atto dell’esigenza dell’Erario ad un sicuro e sollecito pagamento dei tributi, hanno individuato un punto di riferimento per valutare la legittimità o meno di disposizioni tributarie volte ad accentuare le garanzie di riscossione a favore dell’amministrazione.
Il richiamo all’interesse fiscale è stato operato per affermare la congruità e la conseguente compatibilità sotto il profilo costituzionale delle norme sulla riscossione coattiva dei tributi senza il preventivo accertamento della legittimità e fondatezza degli atti impositivi; sugli acconti di imposta purché permanga la fonte produttiva della ricchezza imponibile; nonché sulla sostituzione di imposta, riconoscendosi la funzionalità di tali disposizioni rispetto all’obiettivo di garantire l’esazione tempestiva dei tributi onde consentire il regolare svolgimento dei compiti istituzionali dello Stato.
Per contro, la Corte Costituzionale ha emanato pronunce di illegittimità con riferimento a regole preordinate alla tutela dell’interesse suddetto, le quali tuttavia confliggevano così fortemente con altri diritti di rango costituzionale da condurre al risultato della loro vanificazione; in ispecie, alcuni istituti di natura processuale che, attribuendo una posizione privilegiata all’amministrazione finanziaria, si ponevano in insanabile contrasto con fondamentali esigenze di giustizia del contribuente.
di Stefano Civitelli
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