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Definizione di rischio di credito

Il RISCHIO DI CREDITO rappresenta il primo aspetto degenerativo del rapporto da un punto di vista temporale. Ovvero ogni rapporto nasce con una data di origine e una scadenza incorporata. Il soggetto creditore sa che entro quella data il prestito deve essere rimborsato e viceversa per il debitore.
Se alla data di scadenza il debitore non è in grado di rimborsare il prestito o per difficoltà temporanea di una controparte a soddisfare la transazione del flusso stesso (rischio di regolamento o di liquidità); o per la impossibilità totale o parziale di una controparte nel corrispondere agli impegni assunti (rischio di controparte o di solvibilità o di credito) si parla di rischio di credito. Il creditore deve tenere conto di questa situazione. Il finanziamento non è completamente perso, perché si ipotizza una data successiva di rimborso, si parla di ritardo di rimborso. Al creditore va comunque bene come situazione perché il rimborso avviene comunque e può recuperare i fondi. Questi fondi vengono definiti incagli, che durano massimo un mese. Non si esaurisce il credito, bisogna solo cercare la soluzione migliore per recuperare questi fondi.
Viene definito comunque rischio perché non chiude l’operazione alle condizioni stabilite.
Il ritardo prolungato fa si che il creditore che può avere degli impegni che lo vedono obbligato sulla base di quei fondi, ha dei problemi su queste obbligazioni.
Per sua natura questo rischio prevede solo una displasia iniziale, non la perdita dei flussi.
Se il rischio degenera perché…
- il debitore non rimborsa il credito
- il flusso finanziario degenera nel suo essere e alla data di scadenza non è in grado di essere rimborsato.
Questo rischio viene chiamato RISCHIO DI MERCATO, il mercato in generale non avrà più a disposizione quel flusso finanziario che inizialmente era stato generato e che prevedeva una scadenza.
Con la categoria rischio di mercato si fa riferimento in senso lato ai rischi finanziari la natura dei quali si caratterizza per l'incidenza di fattori extra-aziendali - o "di mercato", appunto - e la cui manifestazione può influire in maniera esogena sul valore dell'attivo e/o del passivo patrimoniale dell'intermediario.
di Valentina Minerva
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