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La crisi e la fiducia dei mercati

Questa crisi economica ha fatto esplodere un enorme problema di fiducia fra operatori finanziari, istituzioni e clientela, che apparentemente sembra remare contro la CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY.  Migliorare e diffondere la cultura della responsabilità sociale, in particolare sull'approccio mutlistakeholder, è ancora la chiave di volta per un successo duraturo, perché persegue l'obiettivo di soddisfare la platea più ampia di soggetti di riferimento, e non solo gli azionisti.
Risulta oggi impossibile parlare della crisi ecnomica internazionale senza parlare di CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY. 
"L'attuale modello di governo di impresa irresponsabile,  basato sul dominio assoluto della massimizzazione del cosiddetto  shareholder value, si è dimostrato un modello fallimentare."
(Lorenzo Sacconi - Direttore del centro interuniversitario EconomEtica, presso l'Università Milano Bicocca, e Professore straordinario di Politica economica e titolare della Unicredit chair in Economic Ethics and CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY presso il dipartimento di Economia dell'Università di Trento).
 
Questo modello può così essere considerato socialmente "irresponsabile" poiché ritiene che l'unica responsabilità  nella conduzione di impresa sia massimizzare quell'unica grandezza, e ad essa addirittura lega strettamente l'incentivo egoistico dei manager. Si ottiene così che essi non si debbano preoccupare di agire come  "fiduciari" di interessi altrui, cui "devono rispondere", ma possano solo perseguire il loro interesse privato, allineato con quello degli shareholder grazie a schemi di remunerazione incentivanti. Tuttavia quel modello non mantiene la sua promessa di assicurare una gestione economicamente efficiente, funzionale alla creazione di valore,  e capace di disciplinare le condotte di coloro che stanno a capo delle  imprese stesse: la crisi americana ne è l'esempio più recente.
di Valentina Marchiò
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