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La fine del neoliberismo?

Le contraddizioni economiche e politiche interne alla neoliberalizzazione sono contenibili solo attraverso le crisi finanziarie, deleterie a livello locale ma gestibili a livello globale. Le crisi finanziarie sono di solito caratterizzate da: deficit di bilancio interni incontrollabili, crisi della bilancia dei pagamenti, deprezzamento della valuta, instabilità nelle valutazioni dei beni nazionali, crescita dell'inflazione, aumento della disoccupazione e fuga dei capitali. Gli USA hanno un punteggio alto con i primi tre e qualsiasi altro paese nelle loro condizioni verrebbe pressato dal FMI.  tuttavia impossibile che gli USA crollino come l'Argentina, perchè a livello globale tutti continuano a sostenere la loro economia. C'è però un limite oltre il quale questo sistema non può arrivare: più gli USA contraggono prestiti più l'equilibrio tra benefici diventerà negativo, inoltre, se dovessero alzarsi i tassi d'interesse, gli USA si ritroveranno come il Messico nell'82. Ma Bush sostiene che il deficit di bilancio si può affrontare senza aumentare le tasse e ponendo un freno ai programmi nazionali (rimasti in pochi). L'èlite americana non si preoccupa di una crisi fiscale perchè ne uscirebbe rafforzata. Un'esplosione di iperinflazione consentirebbe agli USA di ripagare il loro debito con dollari deprezzati, ma sarebbero anche distrutti i risparmi e comporterebbe un rovesciamento del corso monetario seguito da Volcker. Al minimo cenno di distacco dal monetarismo le banche internazionali farebbero partire una corsa al dollaro scatenando una prematura fuga d captale ingovernabile. Il dollaro perderebbe credibilità come valuta di riserva globale. Un'altra opzione è che gli USA accettino un lunghissimo periodo di deflazione, che porterebbe però gravi problemi alle economie di tutto il mondo. A livello interno poi, per non minare gli interessi delle classi dominanti, il governo dovrebbe attuare una deflazione confiscatoria e il consenso popolare andrebbe a sgretolarsi. Una delle risposte USA alla crisi del neoliberismo è l'autoritarismo neoconservatore, che mantiene alta la militarizzazione nella politica estera e interna e che manipola con facilità paure e insicurezze. Esistono molti segnali del crollo dell'egemonia americana: gli USA persero il predominio sulla produzione globale negli anni '70, il loro potere sulla finanza globale negli anni '90, oggi è in discussione il loro ruolo di leadership tecnologica, culturale e morale. L'unica arma di dominio globale a loro diposizione è quella militare.
Tratto da BREVE STORIA DEL NEOLIBERISMO di Giulia Dakli
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