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L'indipendenza della BCE


Il Trattato accorda alla BCE un elevato grado di indipendenza formale. Il suo obiettivo primario è il mantenimento della stabilità dei prezzi, mentre gli altri obiettivi, come la crescita e l'occupazione, ricoprono un ruolo secondario.
La stabilità dei prezzi viene definita come “un aumento sui 12 mesi dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IACP) per l'area dell'euro inferiore al 2%. Il conseguimento di tale obiettivo poggia su due pilastri: a) “un ruolo di primo piano per la moneta; b) una valutazione di ampio respiro delle prospettive per i prezzi dell'intera area dell'euro riguardante sia il loro andamento sia i rischi per la loro stabilità. Il processo descritto può essere definito di flexible inflation targeting.
Il fatto che la BCE possa sostenere politiche di crescita e di stimolo all'occupazione a condizione di non compromettere la stabilità dei prezzi richiama la volontà di modellare la banca centrale secondo le caratteristiche della Bundesbank, con la sua forte reputazione antinflazionistica ed il suo desiderio di esportare agli altri paesi i successi conseguiti in termini di stabilità dei prezzi.
La stabilità economica tendeva ad assumere un significato simile alla stabilità sociale tenuto conto che l'inflazione era considerata il nemico principale della democrazia e la Bunderbank il garante dell'ordine democratico.
Il mandato della BCE si caratterizza in maniera più marcata rispetto a quello della banca centrale tedesca, il cui obiettivo primario consisteva nella “salvaguardia della valuta”.
Deve essere analizzato tuttavia il concetto di “indipendenza” della BCE; il Trattato distingue 4 concetti di indipendenza: politica, istituzionale, strumentale, personale e finanziaria.
L'indipendenza politica concerne la capacità della banca centrale di scegliere di perseguire un'azione di politica economica senza cedere alle pressioni di altri settori.
L'indipendenza istituzionale esclude ogni rapporto di dipendenza gerarchica.
L'indipendenza strumentale consiste nella capacità di usare gli strumenti della politica monetaria coerentemente con il raggiungimento del suo fine primario.
L'indipendenza personale implica, per i componenti degli organi direttivi e per il comitato esecutivo della BCE, garanzia a tutela della propria indipendenza stabilendo che possono essere rimossi dall'incarico solo nei casi espressamente previsti.
L'indipendenza finanziaria viene garantita dalla capacità dell'istituzione di gestire e di investire utilizzando i proventi della propria attività. A tal fine lo statuto sottolinea che la BCE sia dotata di un capitale di 5 miliardi di euro a sostegno dei propri costi operativi ed a garanzia dell'autonomia finanziaria dell'istituto centrale.
Vi è una tesi secondo cui esiste una sorta di asimmetria tra la gestione della politica monetaria da parte dei governi e quella invece affidata ad una struttura indipendente.
La prima presenta obiettivi di breve periodo, deve rispondere ai gruppi di pressione ed è finalizzata alla ricerca del consenso. Essa produce tensioni inflazionistiche.
La secondo invece conduce ad una stabilita dei prezzi e trasmette credibilità agli operatori economici, intesa come capacità della banca centrale di perseguire il suo mandato e quindi di mantenere nel medio periodo l'obiettivo antinflazionistico.
L'argomento di fondo è che le autorità, se godono di poteri discrezionali, possono finire col comportarsi in maniera incoerente e con scarsa credibilità sui mercati, ponendo in essere politiche opportunistiche volte a ingenerare inflazione.
Il risultato di queste analisi è rappresentato dall'esistenza di una significativa correlazione inversa tra grado di indipendenza della banca centrale e inflazione: maggiore indipendenza produce un più basso livello di inflazione.
Studi empirici evidenziano da un lato che quanto è più indipendente la banca centrale, maggiore è la probabilità di ottenere tassi di inflazione e deficit fiscali più bassi in rapporto al PIL, e dall'altro che la sua autonomia non ha una forte relazione con la crescita. Il Trattato garantisce alla BCE l'indipendenza nell'attuazione della politica monetaria sulla scorta del modello sperimentato in Germania che attribuisce per legge il fine primario della stabilità dei prezzi con poteri, da esercitare in autonomia, che devono essere coerenti con il conseguimento di questo fine. Lo statuto della BCE indica dunque l'obiettivo prioritario della politica monetaria nel mantenimento della stabilità dei prezzi, garantendole la necessaria indipendenza per raggiungere e non abbandonare tale obiettivo.
Tratto da POLITICA ECONOMICA di Alessandro Remigio
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