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Rete ferroviaria e spese militari in Italia tra 1800 e 1900


Rete ferroviaria: Lo Stato costruisce direttamente (come in Piemonte). Nel 1862 ci si rende conto che i soldi pubblici non sono sufficienti, quindi fanno accordi con i privati dando concessioni. Lo Stato dà un contributo. La maggior parte delle società private sono straniere. Con la sinistra storica si fanno le linee ferroviarie secondarie non con le concessioni ma con intervento diretto che finanzia con il debito pubblico (bot, cct).
Si ha il passaggio della rete ferroviaria allo Stato (anche delle precedenti) ma si lascia l'esercizio alle società private. Nel 1905 completa nazionalizzazione e nascita delle Ferrovie dello Stato (si risolve così la contraddizione).

FERROVIE
Le ferrovie sono state fondamentali per la nostra industrializzazione?
La teoria di Pollard dice che le Ferrovie dello Stato sono un fenomeno che si presenta in maniera differente a seconda dei singoli paesi “Differenziale della contemporaneità”.
In alcuni paesi è positivo, in altri negativo.
Chi la realizza con materie prime e industrializzazione necessaria è positivo (aprire fabbriche, usare materie prime, sollecita lo sviluppo industriale).
Chi non ha risorse le deve acquisire e saranno costose, aumentano le importazioni ed aumenta il deficit della bilancia dei pagamenti.
In Italia la rete ferroviaria ci fu prima dello sviluppo industriale, non concorre a rinforzarlo. Comunque alla lunga aiuterà (specie al Nord) ma in ritardo e con più costi. Ad esempio la Turchia va in deficit.
Nel Sud si sarebbe potuta realizzare anche a '900 inoltrato, era superflua. Era una rappresentazione dell'Unità d'Italia.

SPESE MILITARI
Costituiscono dal 13% al 16% del Pil. Consistente negli anni di guerra, nel 1870, nella 1° guerra mondiale ma anche nei periodi intermedi. Nazionalismo. L'Italia poteva diventare una potenza.
Lo Stato nel 1884 apre un'acciaieria per esigenze militari (siderurgia di base).
L'Italia doveva riammodernare la flotta sia militare che mercantile. Si rafforza con la sinistra anche con protezionismo. Il 90% di commesse sono pubbliche per l'industria bellica alla vigilia della 1° guerra mondiale.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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