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Trasferimento di tipo generale


Primo tipo di trasferimento che possiamo esaminare è il trasferimento di tipo generale, questo è il trasferimento che va per la maggiore nel senso che  il trasferimento  si basa sul fatto che non ha vincoli di destinazione. E’ quello preferito perche si ritiene sul principio di sussidiarietà o ai generali principi di autonomia che è bene non condizionare gli enti locali, nelle loro decisioni di spesa e questo lo si ottiene maggiormente con dei trasferimenti di tipo generale, mentre i trasferimenti di tipo specifico obbligano di compiere determinati tipi di spesa. Questo deriva anche dal fatto, cosa poco conosciuta in Italia, che esiste la carta delle autonomie locali, elaborata dal consiglio d’Europa e che è stata approvata da tutti i parlamenti nazionali con una serie di principi tra cui uno dei quali è che in linea di massima se si finanziano gli enti locali attraverso dei trasferimenti, i trasferimenti devono esser di tipo generale, e non di tipo specifico, almeno nella quota maggioritaria.

Il modello tradizionale, a volte può comportare un aumento di spesa pubblica inferiore a quello del trasferimento, se noi traduciamo la possibilità di una migliore posizione locale sui cittadini, quando un trasferimento rispetta quello che faceva prima può non solo decidere aumenti di spesa perché ha risorse in più, ma anche decidere in una riduzione di imposte. Quello che è interessante vedere è che la teoria ha messo in luce come l’effetto di un trasferimento al governo locale di risorse è diverso rispetto a una riduzione di imposte nazionali sui cittadini, cioè se io do un trasferimento al governo locale questo può aumentare la spesa e ridurre le imposte, però io potrei ipotizzare che se diminuisco le imposte nazionali, i cittadini potrebbero aumentare la loro richiesta di spesa pubblica locale. Quindi i due provvedimenti dovrebbero essere sostanzialmente equivalenti e nel caso di trasferimento al governo locale, si dovrebbe passare dal punto K al punto K’, nel caso di riduzione delle imposte nazionali, crescerebbe la domanda di spesa pubblica locale e quindi si potrebbe dire che l’effetto è lo stesso, si passa da K a K’, invece nel caso della riduzione delle imposte nazionali la crescita della spesa pubblica locale è minore e si ferma a livello FP. Anche alcune stime che sono state effettuate negli stati uniti dicono che 1 euro ricevuto sottoforma di trasferimento si traduce in 40 centesimi di spesa pubblica aggiuntiva e 60 di riduzione imposte. 1 euro addizionale di reddito privato, si traduce in 10 centesimi di spesa pubblica aggiuntiva e 90 resta in termini di riduzione imposte. I due effetti quindi non sono equivalenti. Questa elaborazione teorica è stata fatta per mettere in luce queste differenze, che in realtà l’intermediazione politica portata dal governo locale che riceve il trasferimento, non consente alla soddisfazione delle preferenze individuali dei cittadini, perche esistono degli obiettivi politici e burocrati che sono solo quelli di massimizzazione del bilancio pubblico. Lo facciamo solo come cenno, ma solo per dire che il meccanismo è che  rispetto  a un passaggio diretto ai cittadini, l’intermediazione politico burocratica genera un eccesso di spesa, in parte è spiegata sul fatto che politici e burocrati hanno dei vantaggi informativi rispetto ai cittadini e soprattutto quando ricevono questi trasferimenti, i cittadini non sanno se ci sono questi trasferimenti e non sono in grado di controllare le potenzialità che hanno questi trasferimenti anche in termini di riduzione delle imposte. Gli effetti complessivo è un aumento dell’offerta dei servizi pubblici al di la della soluzione che sarebbe. E questo si chiama effetto 42.34 , i flussi di risorse si fermano, vengono attratti dall’intermediazione politica del governo locale.
Tratto da SCIENZE DELLE FINANZE di Andrea Balla
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