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Dazi doganali, BOT e CCT in Italia nel 1800

Dazi doganali, BOT e CCT in Italia a fine 1800


Un altro gruppo di tasse importante ci fu dal 1870: i dazi doganali, verso l'estero ed anche interni. Verso l'estero per regolare i rapporti commerciali o difendere la produzioni nazionali, verso l'interno nelle città con le cinte daziali. Le merci vendute nei centri costavano quindi di più. Le entrate dei dazi interni andavano alle casse dei comuni. Questi dazi ridisegnavano gli spazi urbani. Centri urbani nuovi nascono all'esterno delle città perché era più conveniente acquistare.

I comuni si finanziavano anche con dei tributi specifici: tassa di esercizio di vendita, tassa di famiglia, tassa sul bestiame. Era esentato chi dimostrava di vivere in indigenza, ed andava fatta domanda.

Dal 1865 siccome le spese degli enti locali crescevano, il Governo diede la facoltà ai comuni di applicare delle sovraimposte (addizionali). Non ci saranno modifiche fino alla 1° guerra mondiale.
Le spese che gravano sui comuni aumentano considerevolmente anche perché il Governo decide che spese come quelle per le strade e l'istruzione siano competenza dei comuni. Quelli più piccoli erano indebitati e per salvarli si creò una Banca, la Cassa depositi e prestiti del 1863. Come funzionava? Era un ente pubblico che raccoglieva risparmi tramite le C.Risparmio, C.Rurali e B.Popolari in modo da sostenere le domande di mutui che venivano dai comuni o per fare degli investimenti (come scuole, case, strade..)

Chi invece riscuoteva le tasse? Inizialmente, dal 1861 si pensò ad un ente pubblico (una specie di Agenzia delle Entrate) ma fu impossibile perché non si era ancora pronti.
Si diede allora in appalto a dei privati per la riscossione, garantendo così sicurezza e consentendo l'arricchimento (anche se si creò del clientelismo).
Comunque alla fine garantì una quota di tasse che consentì lo sviluppo del bilancio fino al pareggio nei primi anni del 1870.

Quali sono i periodi in cui peggiora la spesa pubblica?
1° periodo: Nei primi 15 anni dall'Unità d'Italia perché si spende per l'Unità stessa (strade, ponti, canali, ferrovie). Lo Stato è motore dell'economia.
2° periodo: fra la fine del 1880 ed i primi del 1890 per gli interventi dello Stato al sistema bancario e consolidare la Banca Nazionale.
3° periodo: nel 1911 quando l'Italia fa la guerra di Libia e negli anni successivi sempre a causa delle spese militari.

L'apparato fiscale funzionava in una situazione di ordinaria amministrazione ma quando aumenta la spesa pubblica lo Stato doveva fare riferimento anche ad altre entrate: come? Con una massiccia collocazione sul mercato dei titoli del debito pubblico come BOT e CCT, uno stock che finanzi la spesa.
Tutto sommato il debito pubblico cresce ma si riesce a controllarlo.
Per fare ciò lo Stato iniziò anche a vendere i beni pubblici. Cosa si vende? Si privatizza il demanio pubblico e si liquida l'asse ecclesiastico.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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