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Stimare il valore d’uso delle risorse ambientali


con un utilizzo improduttivo o conservativo, è il beneficio che ciascun utente si aspetta di ricavare da una certa quantità della risorsa in relazione ai propri gusti, esprimendone solo l’utilità. La maggior parte dei meccanismi non di mercato si basa sul concetto di disponibilità a pagare, che esprime la misura di quanto un consumatore sarebbe disposto a pagare per poter disporre di una certa quantità del bene piuttosto che non disporne affatto: questo è il “prezzo ombra”, che comprende sia il prezzo effettivamente pagato sia l’eventuale quota aggiuntiva che l’acquirente avrebbe comunque versato pur di poter disporre del bene o del servizio che esso fornisce. Se invece si è interessati ai benefici che vanno perduti per il suo mancato utilizzo, si usa il concetto di disponibilità a vendere, che rappresenta la misura del compenso che il consumatore è disposto ad accettare per rinunciare all’uso del bene, esprimendo il compenso per il turista al quale viene a mancare l’opportunità di usufruire di quella risorsa, poiché destinata ad altri usi incompatibili con il turismo (è però più difficile da misurare).
Tratto da I CONCETTI CHIAVE DELL'ECONOMIA DEL TURISMO di Elisabetta Pintus
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