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Sistemi di controllo direzionale: il modello di Amigoni



COMPLESSITÀ AZIENDALE : pochi o molti prodotti; poche o molte aree geografiche; organizzazione semplice.
COMPLESSITÀ AMBIENTALE : quanto è complicato il mercato in cui si trova l’azienda.
CASSA : ambiente stabile, unico prodotto.
Quando cresce la complessità, aumenta la struttura organizzativa, ci sono più clienti, il sistema è più sofisticato, ma l’ambiente è sempre stabile, si usa:
BILANCIO - CONTABILITÀ GENERALE : ragiona sui valori derivanti dagli scambi tra l’impresa e i terzi e rappresenta la sintesi economico-finanziaria della gestione d’impresa. Controlla quindi i risultati a posteriori.
Quando invece la produzione inizia ad essere diversificata, ci sono più reparti, più canali di vendita, si usa la:
CONTABILITÀ ANALITICA : ragiona sui valori della contabilità generale e li aggrega in relazione ad oggetti di calcolo differenti. Permette quindi di capire come si generano i risultati e li analizza per aree di affari, permette quindi di effettuare controlli sui risultati parziali.
Quando l’ambiente non è più stabile ed è cresciuto, sorge la necessità di inserire la programmazione, si utilizza perciò il
BUDGET : rappresenta l’espressione economica dei programmi d’azione aziendali disaggregati fino ad arrivare alle unità organizzative elementari. Quindi permette di definire e assegnare gli obbiettivi a tutta l’organizzazione.
Il confronto tra il budget e la contabilità analitica origina un terzo strumento:
SISTEMA DI REPORTING : consente un confronto organico ed analitico tra obbiettivi predefiniti e risultati ottenuti. Da valutazioni se l’andamento è stato positivo (i risultati ottenuti sono migliori degli obbiettivi prefissati) o negativo (l’azienda non ha raggiunto gli obbiettivi prefissati).
di Valentina Minerva
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