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L'attività manifatturiera nell'economia preindustriale

In età preindustriale si produceva una quantità di beni enormemente più limitata di quella di oggi, sia per tipologia che per volumi. La maggior parte della produzione manifatturiera era indirizzata alla lavorazione delle fibre tessili, della lana e – in parte – del cotone, che non era però coltivato in Europa. Venivano poi prodotti utensili e oggetti di arredamento, attrezzi metallici da lavoro. La produzione  di  armi  poteva  raggiungere  in  certi  casi  una  alta  qualità,  l'artigianato  quasi  si trasformava in arte.


Organizzazione della produzione nell'attività manifatturiera dell'economia preindustriale


I modi di organizzazione della produzione manifatturiera in età preindustriale erano diversi:

- Modello della bottega artigiana:

localizzate nelle città, vi lavoravano artigiani capibottega coadiuvati da aiutanti, garzoni e apprendisti. In queste aziende il proprietario stesso entra nel ciclo produttivo, presta cioè direttamente il suo lavoro nella creazione dei prodotti.
In generale gli artigiani si organizzano in associazioni di mestiere, le corporazioni o gilde, che hanno una serie di compiti economici e sociali; nei loro statuti si trovano le regole di funzionamento dell'associazione: i diritti e i doveri dei soci, i compiti dell'associazione → le modalità attraverso cui deve svolgersi l'attività degli associati sono descritte minuziosamente: standard di qualità, limiti ai volumi di produzione, prezzo minimo a cui un prodotto deve essere venduto, mercato all'interno del quale un prodotto deve essere venduto, procedure di trattamento dell'apprendistato (che è una misura di limitazione all'ingresso di nuovi potenziali entranti del mercato). Le corporazioni sono inoltre gruppi di pressione politici impegnati nella difesa del mercato urbano dall'ingresso di beni creati da produttori esterni. Le corporazioni potevano avere poi funzioni sociali-assistenziali (forme di assistenzialismo mutualistico fra gli associati → ad es un associato infortunato poteva ricevere un sussidio sino a quando non avesse potuto riprendere a lavorare ) e culturali-religiose (riti religiosi associativi → i soci assistono insieme alle funzioni religiose).

- Produzione organizzata:

un mercante-imprenditore acquista dai contadini fibre di lino trattato dagli stessi e le dà da lavorare a domicilio dove si trovano strumenti tessili elementari; ritira il filato e lo immette sul mercato. Il lavoro in qualche caso è fatto svolgere talvolta alle stesse botteghe artigiane o talvolta il mercante ricorre a una sorta di “lavoro nero” a domicilio, affidando la lavorazione a persone che non sono interne alla corporazione (e che quindi costa meno).
Il lavoro a domicilio può anche essere rurale (putting out system o sistema protoindustriale); le corporazioni cercano di impedire questo fenomeno (assimilabile a quello attuale della delocalizzazione) poichè è esso stesso un meccanismo che porta alla disgregazione delle corporazioni. Infine questo  sistema consente a famiglie contadine che vivono legate ad un'agricoltura di sussistenza di disporre di un piccolo reddito slegato dalla produzione agricola.

- Produzione a domicilio destinata all'autoconsumo:

i contadini producono per loro stessi gli abiti e gli utensili necessari allo svolgimento della loro vita quotidiana, al di fuori del circuito di mercato

- Primi esempi di manifattura accentrata:

non esistono (se non in casi eccezionali) grandi fabbriche, ma esistono comunque luoghi dove lavorano insieme più lavoratori salariati (ad esempio nel settore delle costruzioni navali o nelle cartiere). L'arsenale di Venezia è uno dei rari esempi di grande fabbrica.
di Silvio Traverso
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