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FUNZIONE POSITIVA DEL COMES

Determinanti sviluppo: tre teorie esplicative
- TEORIA NEOCLASSICA:
Lo sviluppo dipende dal mix tra capitale, lavoro e sviluppo tecnologico (= fattore esogeno).
-accumulo capitale (attraverso investimenti diretti dai Paesi ricchi);
-riflessi positivi sullo sviluppo tecnologico
Dobbiamo partire da una rassegna della letteratura economica, individuando le fondamentali analisi circa le determinanti dello sviluppo: troviamo una pluralità di teorie, riconducibili a tre filoni principali:
- TEORIA NEOCLASSICA: getta le basi per l’analisi dei problemi dello sviluppo, sostenendo che i livelli di sviluppo di un’area dipendono dal mix di capitale, lavoro e sviluppo tecnologico.
Si caratterizza però per un elemento oggi contestato: è quello di considerare lo sviluppo tecnologico come un fattore esogeno, che non nasce dalla creatività, dalla progettualità locale, ma come fattore mutuato dall’esterno.
Secondo questa teoria un Paese in via di sviluppo, per migliorare il suo benessere, deve investire sull’accumulazione di capitale e in sviluppo tecnologico: il Paese in via di sviluppo deve saper attrarre capitali dai Paesi più ricchi; si genereranno così riflessi positivi sullo sviluppo tecnologico, che viene così prodotto di riflesso, sarebbe appunto esogeno (l’intero sviluppo sarebbe così, secondo questa teoria, possibile favorendo l’accumulazione di capitale).
- TEORIA DELLA CRESCITA ENDOGENA
Conservano l’assunto chiave, ma ritengono che lo sviluppo tecnologico sia determinato dalle scelte economiche e dalle azioni individuali.
nasce in parte dalla critica alla teoria neoclassica, come crescita che nasce e si sviluppa sulla base di condizioni e fattori presenti all’interno dell’area.
Questo filone accetta che lo sviluppo dipenda dal mix di capitale, lavoro e sviluppo tecnologico, ma mette in discussione il fatto che lo sviluppo tecnologico sia solo un riflesso dell’accumulazione di capitale.
Lo sviluppo tecnologico nasce invece dalle scelte e dalle azioni individuali: sono i singoli individui che attraverso il loro comportamento generano sviluppo economico.
I fattori per la crescita economica e sociale del Paese in via di sviluppo sono:
- il capitale umano, quindi la qualità delle risorse umane;
- la struttura dei diritti di proprietà, cioè fino a che punto la proprietà è diffusa nella piramide sociale, o fino a che punto invece è patrimonio di un’elite;
- la possibilità di sfruttare brevetti ed invenzioni (fattore connesso a quello precedente);
- le forme di mercato;
- una serie di altri fattori che via via vanno emergendo.
Il focalizzare l’attenzione su questa pluralità di fattori consente di assumere consapevolezza di una serie di problemi dello sviluppo.
Il primo e fondamentale problema dello sviluppo è quello della presenza di esternalità negative: usiamo qui il termine esternalità negative con un’accezione particolare, cioè per indicare tutti quegli ostacoli che si frappongono all’ottenimento di un ritorno economico degli investimenti fatti; un esempio tipico di esternalità è quello dell’investimento in formazione, che è un bene da un lato tipicamente personale, ma solo una parte va a vantaggio in termini economici dell’individuo; una parte si trasforma in esternalità, positiva per il sistema, ma che depriva il soggetto del suo corretto ritorno economico.
Molti fattori hanno questo effetto, cioè garantiscono un ritorno a livello collettivo, ma non un completo ritorno monetario a livello individuale.
Secondo effetto negativo è quello che mostra come il mercato, in molti casi, si riveli inefficiente nel distribuire il valore che viene creato, perché sempre più spesso nel capitalismo avanzato vengono premiati quegli operatori o quelle attività a più basso valore aggiunto.
Il terzo elemento in questa teoria dello sviluppo endogeno ci consente di riconoscere come lo sviluppo sia impossibile laddove l’intervento pubblico o, in alternativa l’intervento di soggetti terzi come la società civile, non assicurino determinati servizi, determinate infrastrutture.
Anche in questa teoria il Comes assume alcuni requisiti per la sua sopravvivenza, ed in particolare due principi chiave: il principio della pluralità dei fattori chiave (quindi sotto lo sviluppo ci sono una serie di fattori chiave), e il criterio dei fattori endogeni, secondo cui gran parte delle cause dello sviluppo sono interne all’area osservata.
di Andrea Balla
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