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Manifattura e cultura in Italia nel 1700

Un altro motivo che consente il ripartire dell'Italia è la manifattura: infatti l'Italia del 1600 e 1700 conserva nelle città importanti manifatture (anche se è un'Italia in declino) che erano nate nel basso medioevo. Erano state indebolite dalle corporazioni. Alla fine del 1800 si ripartirà da qui: manifatture tessili e di metalli (c'erano poche materie prime ma quelle poche venivano usate), meccaniche, cartiere (sito protoindustriale tra Umbria e Marche – Fabriano, Foligno).
Anche intorno a Napoli ce ne erano diverse.
Non era una vitalità comparabile a quella Europea ma permise la rinascita poi.

Infine la cultura: alla fine del 1400 perde il suo ruolo di centro ma ancora fino al 1700 ci sono studiosi, pensatori, economisti che trattano politiche economiche. Serviranno per l'illuminismo e lo sviluppo industriale dell'Italia poi.
Pongono le basi culturali all'industrializzazione Antonio Genovesi, Filangeri, Cesare Beccaria (che fu anche economista).

La borghesia è debole in Italia anche se pian piano cresce, si emancipa nel 1700 e poi diventa l'artefice dello sviluppo industriale di fine 1800.
In questo quadro generali occorrono delle puntualizzazioni sui singoli territori.
Tratto da STORIA ECONOMICA CONTEMPORANEA di Barbara Pavoni
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