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La nozione di fotogenia: Delluc et Cie

Il termine fotogenia viene coniato in Francia verso la metà del XIX secolo in ambito fotografico designando la qualità che rende alcuni soggetti od oggetti più predisposti di altri alla riproduzione fotografica, indipendentemente da come appaiono ad occhio nudo.  È senz’altro grazie a Louis Delluc che tale nozione viene ad assumere una posizione centrale all’interno del dibattito teorico francese degli anni Venti.
Il cinema nasce dall’incontro dell’obbiettivo con il mondo.
Secondo Delluc la fotogenia “esprime essenzialmente l’accordo tra un soggetto e un oggetto della visione”. Un individuo bello o brutto ma espressivo, conserverà la sua espressione intensificata dalla fotografia. La fotogenia è “la bellezza del cinema”, è una qualità insita naturalmente nelle cose e negli esseri ma che risulta evidenziata e accresciuta dalla riproduzione cinematografica. Così come non tutti gli oggetti, individui e fenomeni appaiono dotati della bellezza fotogenica, non tutti i film e i cineasti sono in grado di coglierla.
Delluc -> concezione del cinema fortemente autoriale, con una ferma rivendicazione dell’apporto creativo dell’autore - regista. C’è una contraddizione che contraddistingue il pensiero di Delluc: i principali requisiti che egli loda in un film sono comunque la semplicità e la naturalezza, l’assenza di un intenzione artistica troppo esibita e consapevole.
Cinema -> strumento di rivelazione del reale.
Jean Epstein è senza dubbio l’autore che ha sviluppato con maggiore ampiezza le implicazioni di questo principio, ponendolo al centro delle proprie teorizzazioni sul cinema. LA fotogenia è ogni aspetto delle cose, degli esseri e delle coscienze che accresca la sua qualità morale attraverso la riproduzione cinematografica.
Con la nozione di fotogenia nasce l’idea di cinema – arte. “La fotogenia è per il cinema quello che è il colore per la pittura, il volume per la scultura; l’elemento specificodi quest’arte”. Più avanti Epstein riformula la sua definizione introducendo il concetto di movimento. “Solo gli aspetti mobili del mondo, delle cose e delle anime possono vedere il loro valore morale accresciuto della riproduzione cinematografica”.
di Laura Righi

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