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Regni floristici

Su basi floristiche e corologiche si può realizzare una suddivisione regionale della biosfera. L’unità più ampia di questo sistema è il regno floristico. I regni floristici possono essere suddivisi ulteriormente in: regioni, provincie, circondari e distretti. Per regno floristico si intende un'area della superficie terrestre caratterizzata da una flora relativamente omogenea, ove prevalgono determinati tipi di areali con presenza di taxa endemici e delimitata da margini con accentuate differenze floristiche rispetto alle regioni confinanti. Queste regioni si identificano non tanto per l’omogeneità interna, ma per le differenze con le aree confinanti. Ognuna di queste unità biogeografiche si distingue dalle altre per i taxa originatisi nel suo territorio e che si sono differenziati in risposta alle variazioni ambientali avvenute in quell’area durante le ere geologiche.
Dunque, i continenti possono essere suddivisi in regioni più o meno ampie in base alla flora di quel territorio. All’interno di una regione osserviamo caratteristiche comuni nella flora, mentre se confrontiamo due diverse regioni non troviamo nulla in comune neanche a livello di taxa superiori; questo è imputabile ai centri di origine delle diverse entità tassonomiche e alla loro evoluzione.
Nel centro di origine di un taxa si ha anche la massima diversità in specie.
La classificazione più usata in campo botanico fu proposta da Takhtajan: la superficie terrestre è divisa in 6 Regni, ogni Regno è diviso in Regioni, che a loro volta sono suddivise in Provincie e ancora in Distretti (area sempre più piccola). Esiste anche una classificazione zoologica corrispondente perché gli animali meno mobili sono distribuiti in modo simile alle piante (conta sempre il centro di origine e di evoluzione).
La Regione medioeuropea è divisa in 4 domini (atlantico, centroeuropeo, illirico e sarmatico); il Dominio centroeuropeo è diviso in 4 Provincie (baltica, germano-rodaniana, alpina e appenninica); la Provincia alpina è suddivisa in 4 Distretti (alpino, insubrico-euganeo, monferrino-langhiano e padano). Ogni area è individuata da specie con areale limitato in quella zona. I SIC sono stati individuati considerando i confini delle regioni biogeografiche. In Italia esistono tre regioni biogeografiche.
Regno Olartico: è il regno più grande. Comprende le regioni temperate e fredde del N-America, dell’Eurasia e del N-Africa, che anticamente erano unite in un unico continente e, anche dopo l’apertura dell’atlantico rimase una congiunzione tra Groenlandia e Scandinavia per molto tempo. Caratteristiche, ma non esclusive di questo regno: Salicaceae, Betulaceae, Ranunculaceae, Brassicaceae, Saxifragaceae, Fabaceae. Fanno parte tutte le terre emerse dell’emisfero Nord.
Regno Paleotropicale: è diviso nei tre sottoregni Africano, Indomalese e Polinesiano; è il secondo per dimensioni. Comprende l'Africa tropicale (esclusa la fascia a nord e l'estrema punta meridionale), la parte di Asia non compresa nel regno olartico (parte meridionale della penisola arabica, sud dell'Iran, regione indiana, la regione indocinese, il sud della Cina, la regione malese) e l'Oceania, esclusa l'Australia e Nuova Zelanda. Famiglie caratteristiche (40 endemiche): Musaceae (banano), Zingiberaceae, Pandanaceae, Nepenthaceae (epifite), Dipterocarpaceae, Salvadoraceae, Annonaceae, Sterculiaceae, Ebenaceae, Pedaliaceae, Myricaceae, Euphorbiaceae, Cicadaceae, Urticaceae, Loranthaceae, Araliaceae, Palmae, Liliaceae; Mancano: Bromeliaceae, Cactaceae (quasi tutte).
Regno Neotropicale: comprende l'America centrale (Antille, Galapagos), l'America meridionale, escluse le zone della Patagonia e della Terra del Fuoco, ed alcune zone dell'America
settentrionale (Messico meridionale, sud della penisola della California e sud della Florida). Limite meridionale incerto: affinità dell’estremità meridionale del Sud-America con Australia e Nuova Zelanda. Prima del Cretaceo unita all’Africa (Gondwana), poi lungamente isolata, per cui sviluppo di flore (e faune) molto particolari nel Paleocene (o Pliocene): riunione con Nord-America. Caratterizzato da famiglie tropicali: Bromeliaceae (endemiche, molte sono epifite con foglie a rosetta per raccogliere l’acqua piovana insieme a terriccio e pulviscolo atmosferico, es. Ananas), Passifloraceae, Cactaceae, Sterlitziaceae (sub-endemiche, presenti anche nella regione del Capo), Passifloraceae, Tropeolaceae, Bignoniaceae, Begoniaceae, Malpighiaceae, Solanaceae, Palmae, Orchidaceae, Araceae.
Regno Australiano: comprende l'Australia, Nuova Zelanda, l'isola di Tasmania e alcune isole Oceania (Nuova Caledonia, Hawaii, Salomone). Australia continente isolato, poco in comune con
Asia nonostante le numerose isole e arcipelaghi di collegamento: Australia e Nuova Guinea erano
molto più a sud e isolate rispetto a oggi, sono venute in contatto con SE Asia solo nel Pliocene
solo 14% di specie si trova anche in altre regioni. La flora ha un carattere arcaico e comprende alcuni gruppi tassonomicamente isolati: Myrtaceae: Eucalyptus (460 specie), Melaleuca, Casuarinaceae (Australian pine, ha rami simili a quelli degli equiseti erbacei, fotosintetizzanti, con nodi circondati d foglie molto rigide; è un’Angiosperma anche se i frutti sono simili alle Gimnosperme), Epacridaceae, Myoporaceae, Stackhousiaceae, Tremandraceae, Xanthorrhoeaceae, Proteaceae, Dilleniaceae.
Regno sud-africano o Capense: è il regno più piccolo e comprende una sola regione floristica, la regione floristica del Capo. È costituito da una fascia costiera larga dai 60 ai 150 km che si sviluppa lungo la parte meridionale del Sudafrica dalla foce dell'Olifanfs sulla costa atlantica a Port Elizabeth sull'Oceano Indiano. Molto ricco. L’80% della flora è endemica con famiglie endemiche Aizoaceae (Mesembryanthemum, Carpobrotus (importata nel mediterraneo, invasiva), Lithops), Pelargonium (Geraniaceae, endemico), Oxalis (Oxalidaceae), Liliaceae (Alöe), Ericaceae (Erica) 400-500 specie endemiche, Proteaceae (270 specie), Crassulaceae, Amaryllidaceae, Iridaceae.
Regno Antartico: comprende la maggior parte delle terre a sud del 40° grado di latitudine: l'Antartide, la Patagonia, la Terra del Fuoco, la parte meridionale della Nuova Zelanda, le Isole subantartiche della Nuova Zelanda e le isole dell'Oceano Antartico, comprese l'isola di Gough,
le Isole Kerguelen e le Isole Falkland. Regione biogeografica più povera date le proibitive condizioni di vita attuali. Importante crocevia nel Mesozoico per le regioni australi: per molti milioni di anni ha collegato Sud-America con Australia e Sud-America con Nuova Zelanda con due corridoi distinti (Australia e Nuova Zelanda collegati direttamente solo in tempi recenti). 3 famiglie e circa 20 generi endemici, circa 40 specie esclusive di Licheni e Briofite. Nothofagus(endemico, presente in Australia e Patagonia e, come fossile, in Antartide), Deschampsia antartica, Umbelliferae (Azorella, Bolax), Caryophyllaceae (Colobanthus, Lyallia), Cyperaceae (Oreobolus), Centrolepidaceae (Gaimardia); Dicksonia antarctica: felce arborea originaria dell'Australia, della Tasmania e di alcune zone dell'Artico; al genere Dicksonia appartengono circa venticinque specie, diffuse in Australia, Nuova Zelanda ed America meridionale.
I Regni sono suddivisi in Regioni biogeografiche. Le regioni biogeografiche rappresentano la
schematizzazione spaziale della distribuzione degli ambienti e delle specie raggruppate per uniformità di fattori storici, biologici, geografici, geologici, climatici, in grado di condizionare la distribuzione geografica degli esseri viventi. Unità tipologica della Biogeografia compresa tra il regno e la provincia. La regione è un territorio che vanta una vasta flora e fauna originali con specie, generi o addirittura famiglie esclusive. In base alla Direttiva Habitat viene definita una mappa biogeografica europea funzionale all’applicazione della Direttiva stessa e quindi all’individuazione degli habitat che spesso però afferiscono ad aree biogeografiche diverse. L’agenzia europea per l’ambiente ha pubblicato un volume che descrive le 11 regioni biogeografiche del territorio europeo. Le Regioni biogeografiche sono: artica, boreale,
atlantica, continentale, alpina, mediterranea, macaronesica, steppica, pannonica, anatolica e la regione del Mar Nero. L’Italia è interessata da 3 regioni: alpina, continentale e mediterranea.
L'efficacia della rete Natura 2000 per la conservazione di habitat e specie viene valutata a livello biogeografico, indipendentemente dai confini politico-amministrativi; anche le Liste dei Siti di
Importanza Comunitaria vengono adottate per regione biogeografica. I Siti di Importanza Comunitaria (SIC) selezionati per ogni regione biogeografica, insieme alla Zone di Protezione Speciale (ZPS) designate ai sensi della Direttiva Uccelli, costituiscono la rete Natura 2000 che si estende su tutti e 27 gli Stati della UE. Le liste ufficiali dei SIC di ogni regione biogeografica si trovano sul sito europeo.

La Regione biogeografica alpina è costituita dalle catene montuose che si estendono dal Mediterraneo alla Siberia occidentale: Alpi (Francia, Italia, Svizzera, Austria…), Alpi Scandinave (Norvegia, Svezia), Pirenei (Spagna, Francia), Monti Carpazi (Rep. Ceca, Slovacchia, Polonia, Ungheria, Romania), Rhodopes (Bulgaria, Grecia), Urali (Russia, Kazakhstan), Caucaso (Russia, Armenia, Georgia), Alpi Dinariche (Albania)

Regione continentale

Caratteristiche generali:
-Occupa circa il 25% del territorio dell’EU
-Si estende in Europa centrale da Est a Ovest.
-Confina a W con la regione atlantica, a E: fino ai Monti Urali
-A N: Danimarca e Svezia
-S: Italia e penisola Balcanica
Morfologia:
Pianeggiante a N e collinare a S. Vaste pianure (Danubio, Po).
Medio corso dei più importanti fiumi europei (Danubio, Dnepr, Elba, Loira, Reno, Volga…): ruolo
fondamentale per modellamento del paesaggio, biodiversità, insediamenti umani.
Suoli:
Naturalmente molto fertili
Gradiente N-S: suoli più lisciviati, acidi, poveri di S.O.a N (podsol), suoli forestali bruni e grigi verso SE, meno acidi, maggior contenuto di S.O., più fertili. Sviluppati su loess (chernozem) o su sedimenti alluvionali.
Clima:
Continentale: forti escursioni termiche (estati calde, inverni rigidi) a E.
Media di Gen -15 °C (Urali), -3 °C (Varsavia), 0.6 °C (Strasburgo).
Fattore limitante più importante per vegetazione sono inverni freddi e periodi prolungati di gelo
Precipitazioni concentrate in estate. Medie annue non elevate: 1700 mm/anno (Foresta Nera), 500 mm/anno
(Varsavia).
Uso del suolo:
NW è fra le aree più densamente popolate nel mondo
Espansione di insediamenti industria e infrastrutture negli ultimi 10 anni, soprattutto in centro EU
Intensificazione dell’agricoltura e della silvicoltura, alta frammentazione 4800 specie autoctone, formazioni con maggiore ricchezza specifica (praterie aride e mesiche, 500 spp; foreste su suli alcalini 300 spp). Scarsi endemismi (es. 32 in Germania, 59 in Polonia concentrate nelle aree montuose).
Praterie semi-naturali in regresso per agricoltura, rimboschimento (poche decine d’anni), impoverimento floristico dovuto a concimazione. d’anni), impoverimento floristico dovuto a
concimazione. Foreste meno estese rispetto a regione boreale. Latifoglie decidue (boschi di faggio). Formazioni molto frammentate, soprattutto a W. Limiti a E: faggio, querce, carpino, olmo, frassino, tiglio. Robinia e Acer negundo.
Foreste ripariali. The largest area of old lowland continental forest in Europe: Bialowieza (Poland)

Regione mediterranea

Caratteristiche generali:
-Occupa circa l’11% del territorio EU.
-Si estende in 12 stati, interessa la costa N del Mar Mediterraneo. Solo il confine W è in corrispondenza della costa atlantica del Portogallo. Regione del Mar Nero e Anatolia a E. Entra in contatto con le sub-regioni alpine, dove crea mosaici di habitat e di composizioni floristiche.
Morfologia
Paesaggio collinare e montuoso con altipiani interni (200-500 m, Spagna centrale)
Coste rocciose e sabbiose.
Corrisponde a incontro tra placca africana ed eurasiatica, morfologia e geologia complessa (catene montuose:
Appennini, Sierra Nevada, Pindo, Monti Tauri), vulcani attivi, forma frammentaria: penisole, isole (circa 5000)
Suoli
Prevalentemente derivati da rocce carbonatiche (calcare), basso contenuto in s.o.
“Terra rossa” (suoli ferruginei, ricchi in minerali ma poveri in s.o.)
Suoli alluvionali in corrispondenza a pianure costiere.
Tendenza alla desertificazione nelle ultime decadi, rischio di erosione in più di metà regione
(sovra-pascolamento, disboscamento, incendi).
Clima
Estati calde e inverni miti, semi-arido/arido. A scala locale si riscontrano forti variazioni su brevi distanze dovute a esposizione, pendenza, distanza dal mare, tipo di roccia madre…
Lunghi periodi dell’anno con T°>30
Precipitazioni in media tra 600-1200 mm/anno, ma in alcune zone anche 350-100 mm/anno. Il periodo arido varia tra: almeno 2 mesi in WMed e 4-5 mesi in Emed.
Vento (Mistral, bora, scirocco), evapotraspirazione
Uso del suolo
Elevata densità di popolazione lungo le coste.
Riduzione delle superfici agricole.
Turismo (infrastrutture, acqua potabile, rifiuti, liquami), pressione su ecosistemi.
Flora
La regione mediterranea, zona di incontro fra Europa, Asia, Africa è un hot spot di biodiversità.
L’eterogeneità topografica, la complessità geologica, le isole, clima favorevole per lunghi periodi hanno fatto del mediterraneo un centro di differenziamento per molte specie di notevole importanza
Centro d’origine di molte specie coltivate a scopo alimentare.
Alta concentrazione di endemismi sia a livello di specie, sia a livello di habitat (Turchia, Grecia, Cipro, Corsica, SE Spagna), 26 sono in Direttiva Habitat.
di Marco Cavagnero

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