Obbligazioni convertibili e obbligazioni con warrant:

Questa pagina è tratta da: Finanza d'azienda (riassunto) di Alessia Chiovaro.

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Obbligazioni convertibili e obbligazioni con warrant


Obbligazioni convertibili. “Le obbligazioni convertibili in azioni sono titoli di credito che attribuiscono ai possessori il diritto (e non l’obbligo) di trasformare il loro status di creditori in quello di soci, convertendo l’obbligazione in azioni della società emittente (o di altra società) secondo un rapporto di conversione predeterminato contrattualmente”.
Trattandosi di un vero e proprio diritto di opzione, queste obbligazioni devono essere offerte in opzione agli azionisti nella stessa misura e con le stesse modalità valide per l’emissione di azioni, affinché nel caso di conversione totale l’assetto societario non venga modificato.
L’operazione di conversione è assimilabile a una call option sulle azioni sottostanti. Il valore di conversione calcolato moltiplicando il n° di azioni ordinarie che saranno ricevute quando il titolo sarà convertito per il prezzo corrente delle stesse) è perciò determinato dalle variabili che influenzano il valore delle opzioni elencate:
Prezzo dei titoli azionari su cui è possibile convertire le obbligazioni. Ovviamente il valore di conversione aumenta con l’aumentare del prezzo dei titoli azionari
Rapporto di conversione (misura del prezzo di esercizio), ovvero n° azioni in cui è possibile convertire ciascuna obbligazione (la relazione con il valore di conversione è positiva)
Durata delle obbligazioni (scadenze protratte determinano un aumento del valore di conversione)
Livello dei tassi d’interesse privi di rischio (la relazione con il valore di conversione è positiva)
Volatilità (misurata con lo scarto quadratico medio) dei rendimenti dei titoli azionari in cui è possibile convertire le obbligazioni.
Le ragioni principali che possono spingere un’azienda a ricorrere al debito convertibile sono 2:
Sincronizzazione dei flussi di cassa. Le obbligazioni convertibili forniscono un’attraente alternativa al debito tradizionale per le aziende ad elevate crescita e con bassa capacità di generare flussi di cassa operativi. L’alto tasso di crescita dei flussi di cassa operativi e l’elevato rischio aumentano il valore di conversione che a sua volta diminuisce il tasso di interesse e solleva l’azienda dalla pressione sui flussi di cassa.
Costi di agenzia. Le obbligazioni convertibili contribuiscono a ridurrei i conflitti di interesse tra azionisti e creditori della società. Poiché i sottoscrittori di questo strumento sono in parte creditori e in parte azionisti della società, è ragionevole ipotizzare che gli eventuali tentativi degli azionisti preesistenti di espropriare parte della ricchezza a danno dei creditori siano meno convenienti da realizzare …
L’aumento della volatilità influenza il valore dell’obbligazione in 2 modi tra loro contrastanti: riduce il valore dell’obbligazione e aumenta il valore dell’opzione di conversione. Proprio grazie al bilanciamento dei due effetti, il valore del debito convertibile è meno esposto ai cambiamenti del rischio dell’emittente rispetto ad altre forme di finanziamento.
Una ragione non condivisibile a sostegno del ricorso al debito convertibile è quella secondo cui esso è più conveniente di altre forme di debito dato il minor costo esplicito in termini di oneri finanziari che lo caratterizza. Tuttavia l’azienda sostiene il costo della diluizione del controllo e degli utili per azione susseguente all’esercizio della facoltà di conversione.


Obbligazioni con warrant. “Sono titoli obbligazionari che incorporano uno speciale diritto (denominato warrant) che permette al possessore di acquistare o sottoscrivere una o più azioni a un prezzo prefissato”.
Il warrant può essere di tipo:
Americano, se il diritto all’acquisto può essere esercitato in qualsiasi momento precedente la scadenza
Europeo, se tale facoltà può essere esercitata solo in una specifica data o scadenza.

Differenze tra obbligazioni convertibili e warrant:
 Il warrant è scindibile dall’obbligazione ed è negoziabile separatamente, dando così luogo alla possibile convivenza di 3 diverse figure: obbligazionista con warrant, l’obbligazionista tout court e il possessore del warrant
L’obbligazione con warrant da luogo a 2 apporti di risorse finanziarie, rispettivamente in occasione dell’emissione delle obbligazioni e dell’esercizio del warrant. Al  contrario le obbligazioni convertibili non necessitano di ulteriore esborso da parte del sottoscrittore  iniziale, poiché le obbligazioni cessano di esistere e si trasformano in azioni.
I warrant si accompagnano di norma a una durata di esercizio che può eccedere la durata del titolo obbligazionario principale (fattispecie piuttosto rara)
I warrant non possono essere estinti anticipatamente mentre il rimborso anticipato del prestito obbligazionario o la sua conversione anticipata (forced conversion) provoca l’estinzione anticipata del diritto di conversione.

Prezzo delle obbligazioni con warrant.
Il prezzo del warrant è legato al rapporto tra il corso dell’azione sottostante e il prezzo d’esercizio.
Il titolo obbligazionario ex warrant ha invece un prezzo simile ai titoli obbligazionari con caratteristiche e profilo di rischio simili.
L’obbligazione con warrant è influenzato dall’interazione tra il prezzo del titolo privo del warrant e dello strumento finanziario warrant.
Valutazione del warrant:
E = valore di mercato del capitale azionario; N = n° di azioni in circolazione; Nw = numero di warrant emessi
K = prezzo di esercizio del warrant.
Se il warrant viene esercitato, il valore del capitale azionario aumenta di un ammontare pari all’ammontare di denaro corrisposto dai possessori del warrant E + NwX.
Il n° complessivo di azioni dopo l’esercizio dei warrant sarà dato da N + Nw.
Il prezzo di ciascuna azione dopo l’esercizio del warrant diviene così il seguente:
Prezzo azione dopo l’esercizio = (E+NwK) / (N + Nw)
Alla scadenza, il possessore del warrant deve decidere se abbandonare o esercitare il diritto in suo possesso, in quest’ultimo caso, la ricchezza netta in suo possesso sarà data dal prezzo dell’azione al netto del prezzo di esercizio. […]
di Alessia Chiovaro