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L’ANALISI DELL’IMPATTO DEL Comes

Oggetto: contributo alla produttività ed al benessere.      Comes = reale alternativa al sottosviluppo
Strumento: case studies
Risultati:
- diffusione in Paesi caratterizzati da povertà diffusa e radicata;
- enfasi su prodotti alimentari, più raramente su beni artigianato;
- assetto organizzativo privilegiato: cooperativa di cooperative;
- sotto il profilo produttivo il Comes fornisce innanzitutto informazioni essenziali e trasparenti riguardo il funzionamento del mercato;
- spesso la quantità intermediata dal Comes è una piccola frazione del totale;
difficoltà nel misurare effetti;
- aumento reddito, ma soprattutto …
- forte effetto sul capitale sociale di comunità (dimensioni: coesione sociale, sostenibilità, rispetto, tradizione, incoraggiamento abilità personali e della formazione);
- impatto positivo sull’uguaglianza di genere e le possibilità di conciliazione dei carichi produttivi e riproduttivi per le donne.
Cerchiamo di trarre un bilancio di quale sia l’impatto, il contributo allo sviluppo del Comes. Come faccio a misurare l’impatto del Comes e quali risultati ottiene? Facciamo riferimento al tentativo di misurare il contributo che il Comes dà alla produttività e al benessere delle aree coinvolte. I risultati sono legati all’analisi d’impatto sui Paesi sottosviluppati.
Equivale a chiedersi fino a che punto il Comes sia una reale alternativa al sottosviluppo.
Lo strumento utilizzato è quello dello studio di casi, cases studies, per individuare le fonti di regolarità; si studia una pluralità di casi che, comparati, danno un risultato.
In base a questi studi di casi si elaborano una serie di risultati:
- tutti i progetti del Comes sono diffusi e radicati in quei Paesi caratterizzati da una povertà diffusa e ormai difficile da estirpare;
- quasi tutti i progetti del Comes riguardano due tipologie di produzione:     prodotti alimentari e di piccolo artigianato, con i primi ad essere quelli più diffusi;
- l’aspetto organizzativo della filiera, tanto produttiva quanto distributiva, è in genere costituita dalle cooperative di cooperative: utilizzano cioè la forma cooperativa sia a livello micro, nel locale, sia lungo la filiera, dove si uniscono comunità di produttori nello stesso Paese e in Paesi diversi;
- il Comes ha il principale pregio di favorire lo scambio di informazioni, e soprattutto la trasparenza del mercato: funziona proprio perché fornisce ai produttori e ai distributori delle informazioni che altrimenti non sarebbero accessibili, e così alimenta la trasparenza del mercato;
- un limite è costituito dal fatto che il Comes riesce a gestire una piccola quota della produzione complessiva (esempio del cacao e del caffé, dove solo una piccola percentuale sul totale viene gestito tramite il Comes; si creano così difficoltà di misurazione, in quanto è difficile determinare quanto di un certo produttore o di una certa cooperativa quanto venga assorbito dal Comes, e quanto invece venga assorbito da altre filiere);
- l’impatto è elevato non solo in termini di reddito e benessere economico, ma soprattutto in termini di capitale sociale, dove questo è ancorato ad alcune dimensioni chiave : l’aumento della coesione sociale, dei livelli di sostenibilità delle produzioni, del rispetto della tradizione e dell’incoraggiamento delle abilità personali e della formazione;
- l’impatto di gran lunga più interessante è però quello dell’uguaglianza di genere, tra uomini e donne: il Comes infatti favorisce non solo l’emancipazione femminile, ma anche la conciliazione dei compiti produttivi e riproduttivi (in sociologia i compiti riproduttivi sono quelli legati in generale al lavoro di cura: ad esempio l’educazione dei bambini, l’assistenza ai malati…).
Ci occupiamo dell’empowerment del consumatore, vedendo come prende forma questo fenomeno e quali siano le caratteristiche che qualificano il cosiddetto consumatore attivo.
Dobbiamo partire dall’idea di consumatore post-moderno: è la figura che emerge nel passaggio epocale dalla società moderna alla società post-moderna.
Negli anni ‘80 si assiste alle prime avvisaglie di questo cambiamento, con una trasformazione radicale dei modelli di vita.
Questa trasformazione è ancorata a due fenomeni: il fenomeno dell’edonismo, quindi l’emergere di una sensibilità verso le fonti di piacere da un lato, e dall’altro il fenomeno dell’empowerment del consumatore: empowerment del consumatore significa aumento della capacità d’azione del consumatore, dove la capacità d’azione è la capacità di porsi di fronte alle opportunità, di scegliere i percorsi più convenienti.
L’empowerment infatti ha a che fare con l’aumento del potere e della discrezionalità, della libertà di scelta delle persone; è un consumatore sempre più insensibile alle imposizioni che vengono dall’esterno (mondo dei media, delle imprese).
Si assiste così alla crescente insensibilità ai messaggi promozionali e alle strategie pubblicitarie.
di Andrea Balla
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