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L’adolescenza come crisi

Soprattutto nella società contemporanea, in passato il raggiungimento dell’età adulta era sancito e riconoscibile da riti di passaggio: il giovane acquisiva un nuovo ruolo con precise caratteristiche, era aiutato a risolvere le sue insicurezze relative ai cambiamenti somatico-psicologici. Oggi l’adolescenza è una lunga tappa che si dilata sempre più nel tempo, il suo ruolo è confuso e indefinito. Proprio l’allungamento nei tempi favorisce confusione di ruoli, sfasamento della maturazione psicologica (in ritardo rispetto a quella biologica); oggi pubertà più precoce grazie a migliore assistenza sanitaria e nutrizione più ricca => si parla di eterocronia (non tutte le capacità sono presenti allo stesso modo).
Oggi il ruolo dell’adulto è - contraddittorio: si richiede responsabilità (la società non gli concede per situazione socioeconomica generale l’alternativa dell’autonomia attraverso il lavoro), anticipata maturazione sessuale (non ha contemporaneamente raggiunto la maturità psicologica per esercitarla), maggior libertà (esposto a messaggi e tentazioni che non corrispondono alle sue reali possibilità e preparazione psicologica).
Gli aspetti fondamentali della crisi:
- trasformazioni somatiche: immagine di sé organizzata nell’infanzia subisce un cambiamento, ne deve costruire una nuova a cui siano legati i cambiamenti di ruolo, integrazione dei connotati sessuali
- nuove abilità cognitive: raggiungimento pensiero astratto, nuove possibilità da sperimentare
- accentuazione aggressività: le capacità di controllo non sono ben sviluppate, impulsività verso l’esterno o inibizione
- relazioni con gli altri: ricerca di modelli identificatori per costruire la nuova identità (solitamente genitori rifiutati - ricerca del gruppo dei pari)
di Antonella Bastone
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