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Le teorie della personalità: Allport

Per Allport, la personalità è un’organizzazione dinamica caratterizzata dal modo in cui l’individuo si protende verso il futuro e, soprattutto, per il modo in cui questo suo protendersi corrisponde ad una sempre maggiore realizzazione delle proprie potenzialità.
La personalità è una realtà psicofisica frutto dell’interazione tra componenti della vita fisica e di quella psichica, contrassegnata da specifici tratti, modi di essere caratteristici e unici in ogni individuo, tendenze fondamentali che lo indirizzano, determinandone il comportamento e l’adattamento all’ambiente.
Il primo elemento della teoria di Allport concerne la definizione dei tratti di personalità: strutture neuropsichiche dotate della capacità di rendere molti stimoli funzionalmente equivalenti, nonché di generare e guidare forme coerenti di comportamento adattivo ed espressivo.
I tratti sono classificati come tratti universali o comuni, risultato delle influenze culturali che partecipano alla formazione della personalità, o come tratti individuali che esprimono la personalità individuale e possono essere solo in alcuni individui.
In base al loro grado di dominanza e generalità, sono ulteriormente distinti in tratti cardinali, che riguardano ciò che è peculiare di una persona, le sue passioni e i suoi sentimenti prevalenti e influenzano quasi tutte le azioni della persona, tratti centrali, che contraddistinguono la persona, e tratti secondari, meno frequenti e importanti, circoscritti a specifiche sequenze di comportamenti.
Il secondo elemento concerne la nozione di autonomia funzionale dei bisogni: un’attività intrapresa per una ragione può, nel tempo, diventare fine a se stessa, acquisendo un valore autonomo, del tutto indipendente dal bisogno originale.
Nei primi mesi di vita la motivazione è l’espressione dei processi biologici regolati dal principio della riduzione della tensione: il bambino è motivato dal bisogno di ridurre o eliminare il dolore e di mantenere o realizzare uno stato di piacere.
L’autonomia funzionale dei bisogni è connessa strettamente alle funzioni del Proprio, che permettono di sostenere e perpetuare una certa attività fisica fino a farla diventare uno scopo in sé che prescinde dalle situazioni e dai condizionamenti originari. Molte attività adulte hanno bisogno, per poter perseverare, della ripetizione continua del rafforzamento primario.
Il terzo elemento concerne la nozione di Proprio, che si riferisce all’insieme di percezioni e opinioni di sé. Allport concepisce il Proprio come l’essenza dell’identità personale, descritta secondo le funzioni di solito ascritte all’Io e al Sé (senso del corpo, l’autostima, l’identità, l’estensione del Sé, il senso del Sé, il pensiero razionale, l’immagine di sé, le tendenze del Proprio, lo stile cognitivo e la funzione del conoscere) e che si sviluppa nel tempo e contribuisce in maniera crescente alla coerenza del funzionamento della personalità.
di Paola Alessandra Consoli

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