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Cause del cambiamento a cambi flessibili


• Carattere espansivo delle politiche fiscali e monetarie degli USA e la crescita del processo inflazionistico tra anni 60 e 70. Fino ad allora il regime dei tassi fissi consentiva a questo paese di trasmettere all’estero gran parte degli impulsi inflazionistici interni costringendo gli altri paesi industriali a porre in essere politiche espansive per evitare una eccessiva accumulazione di riserve valutarie. L’accentuazione della spirale inflazionistica spingeva i paesi a risolvere il problema dell’aggiustamento attraverso la manovra del tasso di cambio.
• Ritardi nella modificazione della parità in caso di squilibrio fondamentale cui va aggiunto lo sviluppo notevole dei flussi speculativi di capitale i cui movimenti assumono caratteri talmente marcati generare continue tensioni nei mercati dei cambi. Per cui la crescita del commercio internazionale e l’affermazione di società multinazionali contribuiscono in misura determinante all’affermazione del fenomeno, incidendo negativamente sul mantenimento di un sistema basato su parità fisse.
• Incapacità dei tassi di cambio fissi di regolare un’economia mondiale caratterizzata da sostanziali differenze nelle preferenze inflazionistiche dei vari paesi e nei differenti ritmi di accrescimento della produttività.
Argomentazioni a sostegno dei tassi flessibili:
• Ruolo stabilizzante della speculazione: gli speculatori hanno una conoscenza corretta delle tendenze del mercato se ritengono che il cambio non sia al suo livello normale, per cui possono operare per spingere il tasso di cambio verso l’equilibrio assecondando le tendenze in atto o riducendo il campo di variabilità
• Minor bisogno di riserve da parte delle autorità mondiali perché la banca centrale può scaricare direttamente sul cambio l’onere dell’aggiustamento svalutando la propria moneta ed usando più produttivamente le liquidità.
• Ciascun paese gode di una maggiore autonomia per le linee idi politica economica: con un tasso flessibile le autorità monetarie non sono obbligate ad intervenire nel mercato con l’acquisto o la vendita di valuta estera ogni volta che il cambio si discosta dai ristretti limiti imposti e non esiste alcun problema circa l’opportunità o meno di sterilizzare gli effetti che si producono sulla base monetaria a causa delle variazioni delle riserve.
Tratto da POLITICA ECONOMICA di Alessandro Remigio
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