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I mercati regolamentati e non regolamentati

La distinzione fa riferimento alla presenza:
- da un lato di forme di mercato che l’ordinamento riconosce espressamente e che sono oggetto di autorizzazione a operare e di regolamentazione (in ordine: ai requisiti minimi della società che li gestisce e alle regole organizzative e di funzionamento),
- dall’altro lato, di sistemi di scambi organizzati per i quali si applica un principio di informazione a tutela degli investitori.
NB: con la Direttiva (MiFID – Markets in Financial Instruments Directive) approvata dal Parlamento europeo nell’aprile 2004, sono state approvate importanti modifiche a questa materia, che hanno influito anche nelle normative nazionali. Tra queste si prende atto dell’affermarsi di nuovi sistemi di negoziazione che si affiancano ai mercati regolamentati e in concorrenza tra loro (i mercati regolamentati non potranno più godere dei vantaggi derivanti dell’obbligo di “concentrazione degli scambi”):
a. sistemi multilaterali di negoziazione
b. intermediari autorizzati come “internalizzatori sistematici”.
Un caso particolare di mercato non regolamentato è quello cosiddetto over-the-counter, caratterizzato da strumenti finanziari con un alto grado di personalizzazione, cioè disegnati di volta in volta sulle specifiche esigenze delle parti contraenti.
La specificità dello strumento ne rende difficile l’inserimento in uno schema organizzativo di mercato, ciò a maggior ragione se il volume degli scambi non ha un livello che giustifica l’impianto di una struttura con i relativi costi.
di Alessia Chiovaro

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