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POLITICAL ECONOMY COMPARATA


Nel 2°dopoguerra, a causa della grande crescita postbellica e della ridefinizione dei confini fra economia e sociologia, vi fu una diffusione del modello di economia keynesiana.
Però, questo modello, che aveva come strumenti l'intervento dello stato nell'economia (per sostenerla) e nel sociale (con l'uso della spesa pubblica spesso utilizzato per ottenere consenso), va, in crisi a partire dagli anni 70, quando non riescono più a dare un'interpretazione alle difficoltà che investono le economie dei paesi più industrializzati, con la contemporanea crescita di inflazione e disoccupazione (stagflazione).
Si manifesta cosi una ripresa della sociologia economica come political economy comparata, una tendenza, alla quale si fa riferimento con il termine nuova sociologia economica e che ha al suo centro le trasformazioni del modello di organizzazione produttiva «fordista» e l'emergenza di nuovi modelli flessibili. Con essa, inizialmente, il problema di ricerca cruciale è analizzato, a livello macro, quindi dall'origine dell'inflazione e dal suo grado di controllo nell'Occidente più industrializzato. Ma successivamente (anni '80) c'è uno spostamento a livello micro, con l'analisi della competitività e del grado di dinamismo dei diversi tipi di capitalismo, ed in particolare il passaggio alla grande impresa della produzione di massa.
Tratto da SOCIOLOGIA ECONOMICA di Antonio Amato
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