Skip to content

Cronologia

Cerca nel database degli eventi: Ricerca libera | Cerca per anno

gennaio febbraio marzo aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre
01 02 03 04 05 06 07 08 09 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

I colloqui di Salisburgo e Berchtesgaden

11 agosto - 13 agosto 1939

Ciano incontra a Salisburgo e a Berchtesgaden von Ribbentrop e Hitler, determinato a scongiurare la prospettiva di un imminente conflitto bellico.
Ribbentrop gli manifesta la convinzione che la situazione sia particolarmente favorevole per la Germania e che essa possa agire contro la Polonia. Il conflitto non si generalizzerà, perché l'Europa assisterà, impassibile, alla sconfitta della Polonia; e se Francia e Regno Unito volessero intervenire, sarebbero sconfitte dalle Potenze totalitarie. L'URSS, dal canto suo, non interverrà perché, dopo il fallimento delle trattative con i franco – britannici, sta iniziando conversazioni con la Germania.
Contro questo muro tutti gli argomenti di Ciano si infrangono; le cose non vanno meglio con Hitler: egli afferma che è d'accordo con Mussolini nel ritenere che due o tre anni sarebbero utili per l'Asse, e che li avrebbe attesi. Ma le provocazioni della Polonia e l'aggravarsi della situazione rendono urgente l'azione tedesca; azione che non provocherà un conflitto generale: il Fuehrer è, quindi, convinto che, per quanto concerne l'Italia, non dovrà chiedere l'aiuto secondo l'impegno esistente.
Ciano nel suo diario scrive alla data 13 agosto 1939: «Torno a Roma disgustato della Germania, dei suoi Capi, del loro modo di agire. Ci hanno ingannato e mentito. E oggi stanno per attirarci in una avventura che non abbiamo voluta e che può compromettere il Regime e il Paese. Il popolo italiano fremerà di orrore quando conoscerà l'aggressione contro la Polonia e, caso mai, vorrà impugnare le armi contro i tedeschi. Non so se augurare all'Italia una vittoria o una sconfitta germanica. Comunque dato il contegno tedesco io ritengo che noi abbiamo le mani libere e propongo di agire di conseguenza, dichiarando cioè che noi non intendiamo partecipare ad un conflitto che non abbiamo voluto né provocato».
I colloqui di Salisburgo e Berchtesgaden segnano la fine delle illusioni di Mussolini e di Ciano e con esse il fallimento di tutta la loro politica. Il regime e l'Italia si vengono a trovare di fronte ad una scelta quale mai Mussolini ha dovuto (e probabilmente voluto) affrontare e che quasi certamente si rivelerà decisiva: scendere in campo a fianco della Germania o non intervenire.

Tra parentesi è indicato il numero di tesi correlate



Evento precedente

De Sivrac presenta il celerifero, la prima bicicletta
  Evento successivo

Inizia l’era delle telecomunicazioni via satellite