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Il Consiglio Europeo approva il Nuovo approccio

7 maggio 1985

Il Consiglio Europeo approva una risoluzione che prevede l'indicazione dei principi essenziali di sicurezza cui i fabbricanti devono conformare i prodotti immessi sul mercato europeo. Il produttore che vuole commercializzare un prodotto disciplinato, deve rispettare gli standard di sicurezza e apporre sul proprio prodotto la marcatura CE, definita anche «dichiarazione europea di conformità». Per ottenerla, può, sulla base di diversi possibili iter di valutazione stabiliti dalla CEE in base al rischio legato al prodotto, individuare, tra le otto procedure previste, quella che più si adegua al proprio caso.
Il marchio CE fa parte della cosiddetta qualità cogente (è obbligatorio) e rende agevole la libera circolazione delle merci nei diversi Paesi dell'UE, in quanto è un indicatore di conformità ai contenuti di specifiche direttive UE.
La certificazione è obbligatoria nei casi e nei modi previsti dalla legge: può, per esempio, essere imposta dall'Unione Europea in relazione a determinati prodotti particolarmente pericolosi o associati a gravi rischi. La certificazione obbligatoria è emessa da un organismo notificato, il quale dichiara che un determinato prodotto è rispondente ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive comunitarie. Dopo tale attestazione deve essere posta la marcatura CE sul prodotto stesso o sul suo imballaggio.
Bisogna sottolineare che la marcatura CE è un segnale di qualità, ma di qualità che assicura solo la stretta corrispondenza del prodotto ai requisiti essenziali delle direttive, non alle attese qualitative del mercato che l'azienda vuole soddisfare. Questo ulteriore segnale di qualità può essere conferito con una certificazione volontaria del Sistema Qualità.
Nella maggior parte dei casi la certificazione è volontaria, cioè la conformità alle norme è una libera scelta del produttore, in quanto essa può rappresentare un fattore strategico di competitività.

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